Crisi Alitalia: dopo il commissariamento si va verso la cessione

Nuovi sviluppi nella vicenda Alitalia: ieri il Cda della compagnia ha dato il via libera unanime al commissariamento. Il Ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, ha quindi nominato tre commissari – Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari – per gestire l’amministrazione straordinaria di Alitalia. Sono stati inoltre stanziati 600 milioni di prestito ponte da parte dello Stato, per garantire liquidità e la prosecuzione dei voli nei prossimi sei mesi.

 

Il Ministro dell’economia, Pier Carlo Padoan, ha parlato di “un nuovo inizio”, mentre secondo il premier Gentiloni intervenire nella vicenda ha rappresentato “un atto di responsabilità” da parte del governo. Ora i tre commissari dovranno aprire a potenziali acquirenti. Il Ministro Calenda ha dichiarato di escludere sia l’ipotesi di una ri-nazionalizzazione di Alitalia, sia quella di una vendita “a spezzatino”, definendo prioritario l’acquisto dell’intera azienda.

 

Dopo il referendum del 24 aprile, con il quale i lavoratori Alitalia hanno respinto in blocco il pre-accordo proposto dagli azionisti della compagnia e controfirmato da tutti i sindacati confederali, il divario tra gli interessi dei lavoratori e le strategie adottate da azienda e governo resta però ampio. A partire dalla scelta dei nomi dei commissari straordinari, di certo non dei “volti nuovi” per il futuro di Alitalia, ma al contrario con pesanti responsabilità nella situazione in cui versa oggi la compagnia, in particolare per quel che riguarda Enrico Laghi (già commissario straordinario dell’Ilva) che ha ricoperto ruoli di rilievo all’interno del board di Cai-Alitalia.

 

Abbiamo commentato gli ultimi sviluppi della vicenda e le prospettive future di Alitalia con Antonio Amoroso della Cub Trasporti:

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