Migranti: i nostri valori… e i nostri affari

“La violenza sessuale è un atto odioso e schifoso sempre, ma risulta socialmente e moralmente ancor più inaccettabile quando è compiuto da chi chiede e ottiene accoglienza nel nostro Paese.” Si è espressa così Debora Serracchiani, presidente della regione Friuli Venezia Giulia del PD, commentando l’aggressione a una ragazza da parte di un uomo iracheno a Trieste. Un commento che ben rappresenta come i democratici da un (bel) po’ di tempo a questa parte riescano a superare a destra perfino la Lega Nord.

In altre parole l’affermazione della Seracchiani è un compendio di tutto il corollario retorico delle discriminazioni che seguono tanto la linea del genere quanto quella del colore: la gravità del reato dipende dalla provenienza o dal colore della pelle di chi lo commette, aggredire una delle nostre donne offende la morale collettiva e non la persona, quindi il corpo delle donne è identico al territorio nazionale che lo straniero non deve violare. Dulcis in fundo Serracchiani, seguita da ogni dove – sulla faccenda hanno preso le sue parti Meloni, Casapound e Michele Serra tra gli altri – afferma che “in questo caso all’atrocità si aggiunge la rottura del patto di accoglienza” il cui fulcro è – a detta sua – la fiducia reciproca tra ospitati e ospitanti.

Sulle esternazioni della Serracchiani abbiamo fatto alcune considerazioni con Leonardo Bianchi, redattore di Vice.com/Italia, autore di un articolo in cui analizza il senso sotteso alle sue dichiarazioni.

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Dunque “l’accoglienza” è un atto di buona fede, non un diritto. A tal proposito l’inchiesta su don Scordio, che spalleggiato dalla ‘Ndrangheta speculava sull’arrivo di migranti a Capo Rizzuto ci fa capire che anche la fede c’entra parecchio. Nella corsa alla speculazione e all’esclusione i concorrenti sono tantissimi tra opere pie, destri vari ed eventuali, mafie e ‘ndrine. Vincono tutti tranne coloro che i problemi li vivono.

Sull’operazione giudiziaria che ha avuto per oggetto la gestione del cara di Capo Rizzuto, portando all’arresto di 68 persone (tra cui il parroco Don Scordio e il capo della Misericordia di Isola Capo Rizzuto Leonardo Sacco), abbiamo intervistato Emma, una compagna calabrese che fa alcune considerazioni sugli intrecci tra politica locale, malavita organizzata e pezzi di Chiesa

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