Non Performing Italy: debito e debiti nell’Italia in crisi

Presi da imperativi di bilancio e mancanza della fantomatica “crescita”, molto spesso si parla di spread e debito pubblico. Ma qual’è la situazione del debito privato e in particolare della famiglie? L’Italia ha storicamente un tasso di indebitamento piuttosto basso ma a fronte di una crisi economica ormai cronica aumentano ormai inesorabilmente i crediti cosiddetti inesigibili che diventano poi sofferenze bancarie. Proprio la necessità di ristrutturazione di un sistema bancario sempre più in affanno spinge ormai gli istituti di credito a liberarsi delle sofferenze bancarie cedendole in misura sempre maggiore alle società di riscossione di credito. Le agenzie cercano ormai di recuperare 69,3 miliardi segnando + 61% rispetto al 2012 per un debito medio di 2’000 euro. Debiti che restano comunque irrisori rispetto a quelli ai cosiddetti “Non performing loans” attribuiti alle imprese che ticchettano come una bomba nelle pance delle banche italiane.
A questo quadro si aggiunge una situazione del debito pubblico anch’essa esplosiva, per ora sopita dal quantitative easing della BCE e da una bilancia commerciale meno squilibrata grazie a un prezzo del petrolio piuttosto contenuto.

Ne abbiamo parlato con Maurizio Sgroi, autore blog di The Walking debt

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