Parigi in piazza post elezioni

Il post elezioni francese parte con il rifiuto da parte dei movimenti di celebrare la sconfitta di Le Pen come una vittoria dell’antifascismo. Il quinquennio a presidenza Macron a venire si preannuncia come contraddistinto da una forte mobilitazione sociale, nel quale sarà importante la capacità dei movimenti di saper dare continuità alle fratture prodotte durante l’anno passato.

 

Già dal primo maggio la dimensione repressiva che ha accompagnato la rabbia e il rifiuto della pacificazione si è dispiegata, con oltre 150 feriti (tra cui molti gravi) in seguito all’uso di flashball e lacrimogeni ad altezza d’uomo e caricheAncora, nella notte di blocchi seguita all’elezione di Macron, ci sono stati diversi momenti di scontro tra manifestanti e una polizia molto nervosa e subito intenzionata a mostrare il pugno di ferro.

 

Ma le forze dell’ordine sono state protagoniste anche sabato sera a Massy, dopo le sollevazioni seguite alla notizia di un ulteriore morto per mano poliziesca: quella di Curtis, un ragazzo 17enne che a detta di alcuni testimoni sarebbe stato travolto lo scorso venerdì sera da un veicolo della BAC durante un inseguimento nelle banlieue parigina di Antony.

 

Ne parliamo con Mattia, compagno di Parigi:

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