Siria. Il Rojava tra due fuochi

Alle prime ore dell’alba è caduta Tabka, sottratta dalle YPG all’ISIS, dopo anni di occupazione.
Tabka è a 30 chilometri da Raqqa ed era uno snodo importante per i rifornimenti e il passaggio ri truppe dello Stato Islamico. La sua perdita è un duro colpo per l’Isis.

La conquista di Raqqa potrebbe tuttavia essere messa al secondo posto nell’agenda delle YPG, dopo i bombardamenti e gli attacchi della Turchia alle postazioni delle YPG in Siria e in Iraq. L’aviazione turca, nella notte tra lunedì 24 e martedì 25 aprile, avevano bombardato un centro strategico e di smistamento e un media center a Karachok in Rojava, uccidendo 20 combattenti Ypg/Ypj, e a Şengal in Iraq.

Nei giorni successivi le Unità di protezione popolare Ypg/Ypj hanno contrastato l’avanzata dell’esercito turco al confine tra la Confederazione della Siria del Nord e la Turchia.

Il 27 aprile hanno fermato un attacco dell’esercito turco che tentava di invadere via terra la Confederazione della Siria del Nord con i propri carri armati, respinti e distrutti dalle Unità di protezione popolare, nel cantone di Efrin. Erdogan in Siria non combatte l’ISIS ma mira a indebolire e contrastare il progetto di rivoluzione confederale nel nord curdofono della Siria.

Questa mattina l’Isis ha attaccato nel nord-est della Siria al confine con l’Iraq. L’attacco è stato sferrato a Rajm Sleibi, contro un posto di blocco di forze curdo-siriane nei pressi del campo profughi di al Hol al confine tra i due paesi. Fonti di stampa irachene parlano di 21 uccisi “tutti civili, tra i rifugiati del campo”.

Ne abbiamo parlato con Paolo Pachino, combattente delle YPG, scampato il 24 aprile alle bombe neottomane su Karachok.

Ascolta la diretta:
2017 05 02 pachi tabka

 

 

 

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