Francia. Astensione record, vittoria di En Marche

Il panorama politico istituzionale della Republique è mutato radicalmente in pochi mesi. La vittoria di Macron alle presidenziali ha trascinato En Marche ad una netta affermazione al primo turno delle elezioni parlamentari che si sono svolte domenica scorsa.
I Republicans restano il secondo partito ma con un netto distacco, sotto al 10% il Partito Socialista, ridimensionata la France Insumise di Melechon, seccamente perdenti i comunisti, in rapida discesa il Front Nationale.

 

É la fine del bipolarismo francese classico. Macron ne esce trionfatore, ma dovrà fare i conti con l’oltre 51,3% che non hanno votato. Va da se che espressioni come “partito dell’astensione” sono prive di senso, resta tuttavia il fatto che, per ragioni diverse un numero crescente di persone si è sottratto alla scelta sulle elite delegate a governare il paese.

 

La partita dei prossimi mesi si giocherà su più fronti.

 

Lo stato di emergenza, che dura dal novembre 2017, potrebbe diventare “normale”. Pare che i provvedimenti eccezionali di quest’anno e mezzo potrebbero essere assunti nella legislazione ordinaria, rendendo definitiva la stretta autoritaria imposta dopo gli attentati di Parigi.

La legislazione sul lavoro è uno dei primi temi dell’agenda di Macron, già padre della riforma che porta il nome dell’allora ministro socialista.
Il ricorso alla decretazione d’urgenza, che aveva suscitato tante riserve lo scorso anno, potrebbe diventare inutile, se En Marche riuscirà a far passare una riforma che aumenti i poteri dell’esecutivo, riducendo quelli del parlamento.

La parola passa quindi ai movimenti sociali.

Ne abbiamo parlato con Gianni Carrozza di radio Frequence Plurielle di Parigi.

Ascolta la diretta:

 

2013 06 13 carrozza elezioni

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