Marocco. Continuano le rivolte nel Rif

Continuano le proteste nella regione del Rif nel nord del Marocco, iniziate a fine ottobre a seguito della morte per mano della polizia di Mouhcine Fikri, un pescatore di pesce spada la cui morte atroce tra gli ingranaggi di un camion della nettezza urbana è stata filmata e fatta circolare sul web.
Ma questo è stata solo la goccia di un vaso che non poteva che traboccare e riversarsi nelle piazze sotto forma di rivolte che da qualche mese stanno dilagando anche nel resto del paese. Le protesta ad al Hoceima, capoluogo del Rif, e nel resto del paese sono la cartina al torna sole di una politica di governo che ha abbandonato gli abitanti di una delle regioni più povere del Marocco, in cui la gente vive principalmente di attività informali come la pesca e la vendita di hashis. Una regione quella del Rif, culla della cultura berbera, senza alcuna prospettiva soprattutto per i giovani che non dispongono di alcun ateneo nella regione, con la conseguente marginalizzazione della stessa.
Per parlare delle proteste che animano il paese abbiamo sentito Sara Borillo, ricercatrice post-doc all’Univ. Orientale di Napoli e Docente a contratto di Storia dei paesi islamici all’Univ. di Macerata.

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