Morti di Dieselgate

Nel 2015 lo scandalo Dieselgate travolse il marchio di automobili tedesche Volkswagen: il caso, partito dagli Stati Uniti, rivelò la falsificazione delle emissioni di vetture munite di motore diesel, una frode di cui i vertici dell’azienda erano perfettamente consapevoli. Da allora lo scandalo si è poi esteso anche in Europa e ad altre case automobilistiche, inclusa Fiat-Chrysler, accusate nello stesso modo di aver eluso i controlli sulle emissioni e fornito dati falsi.

 

Pochi giorni fa i risultati di uno studio pubblicato dalla rivista Environmental Research Letters hanno rivelato che il Dieselgate è costato cinquemila vite umane l’anno in più nella sola Europa. Gli scienziati che hanno condotto lo studio hanno stimato che dei circa diecimila decessi attribuibili alla pessima qualità dell’aria in Europa (dati 2013), la metà sia dovuta alle emissioni nascoste dai produttori di automobili. I dati peggiori riguardano l’Italia, al primo posto per il numero di morti (1250) attribuibili al Dieselgate, seguita poi da Germania e Francia. Nel frattempo le case automobilistiche coinvolte nello scandalo, Volkswagen in primis, dopo la battuta d’arresto iniziale hanno ripreso a produrre e a vendere a pieno ritmo.

 

Abbiamo commentato la notizia con Andrea Capocci, giornalista de Il Manifesto:

dieselgate

 

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