3 ottobre, oltre la memoria

Il 3 Ottobre 2013 un naufragio al largo di Lampedusa causò la morte di 368 migranti (quelli accertati), per lo più di origine eritrea: la strage più grave avvenuta nel Mediterraneo. Dal 2016 in questa data è stata istituita la “Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione”, occasione per i governi europei per versare qualche lacrima di coccodrillo e fare qualche dichiarazione ipocrita.

 

Ieri, nel quarto anniversario della strage, il presidente del Senato Piero Grasso e il ministro dell’istruzione Valeria Fedeli erano ospiti a Lampedusa all’interno di 4 giornate dal titolo “L’Europa inizia a Lampedusa”; un evento in cui spiccava l’assenza del ministro dell’interno Marco Minniti, inizialmente atteso.

 

Esaurito il breve sipario mediatico aperto dalle istituzioni in occasione di questa data, abbiamo deciso di realizzare un contributo che andasse oltre la narrazione ritualizzata e anestetizzante delle stragi che avvengono al largo delle coste europee, provando a ragionare in maniera più ampia sul tema delle migrazioni anche alla luce dell’estate appena conclusa, segnata da un dibattito avvelenato e continuamente conteso per finalità elettorali.

 

Ne abbiamo parlato con Nancy Porsia, giornalista freelance con base in Nord Africa:

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