Atene, rifugiati in sciopero della fame in piazza Syntagma

Da ormai più di una settimana in piazza Syntagma, ad Atene, un gruppo di 14 rifugiati e rifugiate provenienti da Siria, Iraq e Afghanistan è entrato in sciopero della fame per protestare contro i ritardi nelle procedure di riunificazione familiare, che li tengono lontani dalle loro famiglie già in Germania.

 

Lo sciopero della fame è stato indetto dopo mesi di proteste presso l’ufficio greco per l’asilo e l’ambasciata tedesca e dopo un anno e mezzo di vita in condizioni precarie nei campi per migranti nelle isole greche e nella zona continentale del paese. La Grecia è uno dei principali paesi che si trovano sulla rotta balcanica dei migranti e ad oggi sono circa 4500 le persone in attesa di poter trasferirsi in Germania. La maggior parte di loro ha completato le procedure per il ricongiungimento da più di 6 mesi, superando il tempo massimo di attesa previsto dalla legge, ma si trova intrappolata nel paese a causa delle politiche migratorie europee, che mettono le fredde e rigide regole della burocrazia al di sopra della vita di migliaia di persone.

 

In questi giorni in piazza Syntagma si è creata un’assemblea permanente di solidarietà con il campo di protesta dei e delle rifugiati/e, con l’obiettivo di appoggiare la mobilitazione e sostenere i bisogni delle persone in sciopero della fame. Molte le iniziative di lotta programmate, tra cui una manifestazione in contemporanea ad Atene e a Berlino nel pomeriggio di oggi, mercoledì 8 novembre.

 

Il collegamento con Marita, compagna italiana che sta prendendo parte alla mobilitazione di piazza Syntagma:

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