Fuori dalla trappola del debito: assemblea nazionale a Parma

Gli enti locali e le comunità territoriali sono da tempo diventati uno dei luoghi fondamentali di precipitazione della crisi. L’insieme delle misure relative ai vincoli di bilancio i tagli previsti dalle diverse spending review hanno da tempo costretto con le spalle al muro gli enti locali, mettendo a repentaglio la loro storica funzione pubblica e sociale.

Oggi i Comuni sono stati trasformati in luoghi di mera facilitazione dell’espansione degli interessi finanziari e immobiliari, finalizzati a mettere le mani sul patrimonio pubblico, sui servizi pubblici locali, sul territorio. Funzionale a questo nuovo ciclo di espropriazione è la progressiva sottrazione, formale e sostanziale, degli spazi di democrazia.

Sindaci e amministratori sono dunque posti di fronte ad un bivio senza più zone d’ombra: devono decidere se essere solo gli ultimi esecutori di un processo di privatizzazione e tagli che dalle politiche economiche dell’UE discende verso i governi e scivola giù fino agli enti locali, o se riconoscersi come i primi rappresentanti degli abitanti di un determinato territorio e porsi in diretto contrasto con quei processi.

Negli ultimi tempi in diverse città e realtà territoriali sono nate esperienze di indagine indipendente (audit) sul debito degli enti locali; sono realtà in divenire che, nella riappropriazione collettiva dei beni comuni e della ricchezza sociale prodotta, provano a immaginare un nuovo modello di comunità territoriale e di democrazia partecipativa.

Alcune di queste realtà si sono ritrovate sabato a Parma per coordinarsi a livello nazionale.

Ascolta l’intervista con Oscar di Assemblea 21, che precisa anche la situazione per quanto riguarda Torino.

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