Papa Francesco in Myanmar e l’emergenza Rohingya non menzionata

In questi giorni il Pontefice si trova in viaggio apostolico in Myanmar e in Bangladesh. Martedì ha tenuto il suo discorso ufficiale nella capitale birmana di Nay Pyi Taw, dove ha incontrato la consigliera del governo Aung San Suu Kyi.

 

La leader premio Nobel da mesi è al centro delle polemiche per il silenzio sull’emergenza dei Rohingya, la minoranza musulmana che vive nello stato birmano del Rakhine e che dalla fine di agosto sta subendo una violentissima persecuzione da parte dell’esercito. I Rohingya non sono riconosciuti come minoranza dalla Birmania, che li considera da decenni immigrati irregolari bangladesi impedendogli di accedere ai servizi di base, e la persecuzione degli ultimi mesi ha ormai assunto i contorni di una vera e propria pulizia etnica.

 

Durante il suo discorso Papa Francesco ha parlato genericamente di “rispetto di ogni gruppo etnico e della sua identità” ma non ha mai menzionato esplicitamente la questione Rohingya. Una richiesta arrivata probabilmente dalla stessa Aung San Suu Kyi per non metterla in difficoltà sul piano internazionale e negli equilibri politici interni al paese.

 

Ne abbiamo parlato con Cosimo Caridi, giornalista freelance che di recente è stato nel distretto bangladese di Cox’s Bazar per documentare l’esodo dei Rohingya fuggiti dalla Birmania:

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