I PROFITTI AZIENDALI VOLANO MA FINISCONO NEI PARADISI FISCALI.

Scritto dasu 11 Marzo 2024

Uno studio appena pubblicato dal centro di ricerca congiunto (Jrc) dell’unione europa che condensa i dati su quasi 2,28 milioni di bilanci societari depositati tra il 2009 e il 2020, analizza gli effetti causati dal dumping fiscale in oltre 100 paesi. Nel periodo in esame, l’analisi ha calcolato una “transumanza fiscale” pari a oltre 13.500 miliardi di dollari di utili societari trasferiti all’estero su un totale di 37.500, pari al 36% del totale dei profitti esaminati. Lo studio  dimostra che gli azionisti italiani sono quelli più impegnati nel mondo a sottrarre al fisco i profitti delle loro aziende. Su oltre 789 mila dati relativi ai paesi di residenza dei beneficiari finali delle imprese che hanno trasferito utili nei paradisi fiscali durante il periodo 2009-2020, nella Penisola si sono contati 72.385 casi, pari al 9,2% del totale globale.

Dallo studio emerge poi che le multinazionali sono campioni del trasferimento dei profitti su larga scala dato che mantengono filiali in paesi a bassa tassazione e paradisi fiscali a tassazione zero con il solo scopo di trasferire profitti in modo da beneficiare del minor carico erariale.

Soldi i che sarebbero serviti per realizzare scuole, ospedali, infrastrutture, garantire welfare, pensioni e assistenza ai lavoratori e ai poveri. Il tutto ovviamente non avviene senza la collaborazione delle grandi società di consulenza mondiale, di fiscalisti, commercialisti e soprattutto delle banche che fanno transitare i fondi.

Ne parliamo con Renato Strumia del Sallca cub.


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