
VIA LIBERA AGLI OGM DAL PARLAMENTO EUROPEO
mercoledì 24 giugno 2026
Il 17 giugno 2026 il Parlamento europeo ha approvato una nuova normativa sulle Nuove Tecniche Genomiche (NGT), denominate in Italia anche TEA, Tecniche di Evoluzione Assistita. La riforma introduce una distinzione tra diverse categorie di organismi ottenuti tramite editing genetico e segna una profonda deregolamentazione del quadro normativo europeo costruito negli ultimi vent’anni sugli OGM.
Fino ad oggi, gli organismi geneticamente modificati erano sottoposti a procedure di autorizzazione, valutazione del rischio, tracciabilità ed etichettatura. Con la nuova normativa, invece, una parte delle piante ottenute attraverso le NGT – le cosiddette NGT1 – viene assimilata alle varietà ottenute tramite selezione convenzionale. Per questo motivo non sarà soggetta agli stessi obblighi previsti per gli OGM tradizionali: il procedimento utilizzato per ottenerle non dovrà essere indicato nei prodotti destinati ai consumatori e non sarà prevista una tracciabilità lungo la filiera analoga a quella oggi esistente per gli OGM.
Particolarmente controversa è la questione dei brevetti. Nel corso dell’iter legislativo sono stati respinti alcuni emendamenti che avrebbero limitato l’estensione della proprietà intellettuale sui caratteri genetici presenti nelle nuove varietà. Ciò potrebbe favorirà l’appropriazione privata di caratteristiche genetiche che derivano da un lungo lavoro di selezione svolto per generazioni da agricoltori e comunità rurali, rafforzando ulteriormente il controllo delle grandi imprese sementiere sul mercato delle sementi e alimentando un sistema economico sempre più centrato sulla valorizzazione dei brevetti.
In risposta alla nuova normativa europea, alcune organizzazioni del mondo contadino e agroecologico stanno promuovendo iniziative dal basso, che spaziano dal locale all’internazionale. Tra queste vi è la proposta avanzata da Associazione Rurale Italiana e da Centro Internazionale Crocevia di invitare i consigli comunali ad approvare delibere con cui dichiarare il proprio territorio contrario alla diffusione di OGM e NGT/TEA, riaffermando l’impegno per la tutela della biodiversità agricola, delle sementi contadine e delle produzioni locali.
Ne abbiamo parlato con Alessandra Turco di ARI associazione rurale italiana e membro del coordinamento europeo di Via Campesina:









