Femminicidi. La guerra alle donne

venerdì 13 febbraio 2026

Il femminicidio di Zoe Trinchero, massacrata e gettata in un canale, ha sollevato ancora una volta la questione della reazione del patriarcato alla libertà femminile, una reazione che viene negata nella sua intrinseca politicità.
Le false accuse rivolte inizialmente ad un ragazzo straniero con sofferenza psichica ci racconta molto delle chiavi di lettura utilizzate per depoliticizzare la violenza contro le donne. I nodi sono due: la distanza culturale e la malattia. Risultato? Il tentativo di linciaggio del ragazzo calunniato da parte di un gruppo di amici della vittima.
Quando il femminicida, un ragazzo italiano della stessa cerchia di amici, ha confessato, la reazione è stata ancora una volta patologizzante: il ragazzo avrebbe problemi di contenimento della rabbia.
Se lui è malato gli altri sono sani e il problema non sussiste. Uno slogan femminista lo dice in modo chiaro “il violento non è un malato ma il figlio sano del patriarcato.
Ne abbiamo parlato con Sara Simionato di Nudm

Ascolta la diretta:

Altro da informazione