
Operazione City: presenza solidale con l3 imputat3 e aggiornamenti sul processo per devastazione e saccheggio
lunedì 23 febbraio 2026
Martedì 24 febbraio h9 le compagne e i compagni imputati nell’operazione City hanno chiamato una presenza solidale dentro e fuori il Tribunale di Torino, in occasione di una delle ultime udienze dell’istruttoria dibattimentale del processo che vede oltre 70 persone imputate per il corteo del 4 marzo 2023.
Un corteo conflittuale che aveva attraversato le strade di Torino, contro il regime di 41-bis e l’ergastolo ostativo come forma di tortura di Stato e in solidarietà con Alfredo Cospito, compagno anarchico detenuto in regime di 41-bis e, in quel periodo, in sciopero della fame da oltre cinque mesi. Infatti, l’ennesimo rigetto della Corte di Cassazione rispetto alla richiesta di revoca del 41-bis si stava di fatto configurando come una vera e propria condanna a morte per Alfredo e questo portò una nutrita assemblea pubblica al lancio del corteo del 4 marzo.
A seguito di quel corteo, nell’aprile 2024 la Procura di Torino ha avviato l’operazione repressiva denominata “City”: quasi una trentina di persone sono state accusate di devastazione e saccheggio (art. 419 c.p.) in concorso con ignoti, sulla base di una ricostruzione della Procura che parla di una presunta premeditazione e di un fantomatico impianto paramilitare. Emerge come ulteriore elemento di sperimentazione da parte della procura, l’utilizzo dell’articolo 115 c.p. (il cosiddetto “quasi-reato”) nei confronti delle persone fermate prima del corteo, alle quali viene attribuita l’intenzione di commettere il reato di devastazione e saccheggio per il solo fatto di stare andando alla manifestazione.
Ne abbiamo parlato con una imputata dell’operazione City.
Oggi è fondamentale parlare del reato di devastazione e saccheggio non solo per esprimere solidarietà all3 imputat3, ma perché si tratta di uno strumento repressivo dal carattere chiaramente punitivo ed esemplare, utilizzato come monito in contesti molto diversi. Viene impiegato per colpire e punire rivolte e forme di resistenza nei CAS, nelle carceri e nei CPR, come nel caso della rivolta dell’estate 2024 nel carcere minorile di Torino Ferrante Aporti. A partire dal corteo del 4 marzo 2023, il reato di devastazione e saccheggio viene sempre più spesso utilizzato per reprimere in modo durissimo le mobilitazioni di piazza più conflittuali: è il caso dell’indagine aperta a Genova, dell’operazione Ipogeo a Catania, fino ad arrivare persino alle ipotesi di devastazione riportate dalle veline della questura per il corteo del 31 gennaio a Torino.
I prossimi appuntamenti:
24 febbraio h9 (puntuali) presenza solidale con l3 imputat3 dell’operazione City, dentro e fuori dal tribunale (aula maxi 3)
27 febbraio h18 BlackOut House – presentazione dell’opuscolo “Il conflitto e il suo rimosso”, discussione a partire dal reato di devastazione e saccheggio e aggiornamento sull’operazione City









