Brasile, un bilancio delle manifestazioni contro i Mondiali di calcio

Scritto dasu 24 Luglio 2014

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Questa mattina abbiamo parlato al telefono con Manfredo, compagno torinese da poco rientrato dal Brasile, per un bilancio delle manifestazioni contro i Mondiali di Calcio 2014. Migliaia di persone, soprattutto e Rio e San Paolo, hanno alimentato in queste settimane la protesta popolare sfidando la gigantesca repressione, prima che la sconfitta in semifinale della squadra brasiliana riportasse alla realtà anche quella parte di popolazione coinvolta nell’euforia dell’evento.

Ora i movimenti sociali fanno la conta dei morti nelle favelas durante le operazioni di “bonifica” della polizia, e cercano di raccogliere e organizzare il malcontento in vista delle future scadenze. Da pochi giorni è in circolazione un giornale cartaceo a larga tiratura con un orientamento sinistra del PT (Partito dos Trabajadores) al governo.

Nel frattempo il “quilombo” di di cui avevamo parlato alcune settimane fa, a rischio di sgombero per fare posto a una multinazionale giapponese (vedi https://radioblackout.org/2014/06/no-vai-ter-copa-il-brasile-dei-quilombo-resiste-alle-multinazionali/), per ora sta resistendo e c’è una possibilità, seppure remota, che i 300 abitanti della comunità possano riscattare la terra che abitano da generazioni, anche se i tentativi di esproprio di singole famiglie (quelle che accettano indennizzi in denaro) sono continuati.

Ascolta l’intervista a Manfredo:

2014.07.24-manfredo


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