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“C’Γ¨ una gran bella allegria nelle cittΓ che si spaccano! Il traffico crepa, le merci restano ferme, la gente si incontra senza dover comprare niente. Era ora, un po’ d’aria, dopo anni a farsi dissanguare: affitti, bollette, salari da fame, bombe a tonnellate. Tutto regolare! Tutto democratico! Poi un gruppo di ragazzini manda in frantumi una vetrina e comincia il funerale. I poveri vetri! Le povere banche! Gli stessi che digeriscono i bambini sotto le macerie, adesso hanno il cuore spezzato per una saracinesca! Sotto l’asfalto, i debiti e sotto gli anni passati a ingoiare merda, ci sono le tenebre che respirano, i fuochi illuminano i volti e, per qualche ora, il mondo appartiene a chi non ha mai posseduto niente. Ecco cosa fa tremare i guardiani della violenza! Tutta quella pace sociale, tenuta insieme a manganelli, mutui e paura di perdere il posto, dipende dall’obbedienza di chi non ha piΓΉ i soldi per campare. E quelli ridono!, Ecco lo scandalo borghese! Dopo una vita a farsi portare via tutto, trovano ancora il modo di essere felici! Contate pure i vetri, becchini! Noi abbiamo ancora una vita intera da riprenderci.”










