Bello come una prigione che brucia

Infowar e AI – Sentenza violenze al carcere di Ivrea – Germania/Israele – Automazione vs Diserzione

martedì 31 marzo 2026


Estratti dalla puntata del 30 marzo 2026 di Bello Come Una Prigione Che Brucia

AI, INFOWAR E DISTRUZIONE DEL DATO DI REALTA’

Tra finte soldatesse influencer generate con AI e JD Vance che sostiene che gli UFO siano Demoni, oscilliamo tra fenomeni artificiali e fenomeni implausibili.

Ma gli eserciti sono reali, così come le guerre del Board of Peace.

Mentre oltre 200 soldati statunitensi hanno denunciato alla Military Religious Freedom Foundation (MRFF) che i loro comandanti inquadrano le operazioni militari in scenari biblici, mentre la narrazione da “Fine dei Tempi” permea i discorsi delle leadership sioniste-evangeliste, dopo la normalizzazione del concetto operativo di “Grande Israele” si fa largo quello di “Grande Nord America”.

Ma tornando all’AI generativa e all’introduzione di livelli di ingegneria sociale senza precedenti, tanto nelle truffe, quanto nella infowar, osserviamo la storia di due fratelli israeliani che avrebbero venduto all’Iran finti dati di intelligence spacciandosi per figure vicine alla Unit 8200.

GUERRA COGNITIVA E LE CORRENTI DELLA INFOWAR

Partiamo osservando la centralità del ruolo della comunicazione in tempi di guerra, dai volantini lanciati dal cielo allo hacking delle app per la preghiera in Iran, per arrivare a Sakara AI: azienda giapponese che sviluppato tecniche per delineare i flussi della guerra di informazione online.

l’AI genera e veicola gli attacchi nel campo della Guerra Cognitiva, ma allo stesso tempo ne analizza i flussi:

AUTOMAZIONE: ISTRUZIONE, GUERRA, DISERZIONE

Melania Trump ha fatto ingresso al summit di Fostering The Future accompagnata da un androide Figure 3, quindi si è lanciata in un intervento sulla centralità salvifica dell’intelligenza artificiale per risolvere il problema del mancato accesso all’istruzione per milione di bambine e bambini.

Assuefare fin dall’infanzia a relazionarsi con entità cognitive artificiali, inquadrarle come “adulti di riferimento”, obbedire alle loro consegne.

Ma la sostituzione insegnate/robot ci rimanda a una questione cruciale, soprattutto di fronte a un incremento del 1000% * delle obbiezioni di coscienza tra i militari americani: gli umani possono ammutinarsi e disertare, le macchine no.


* fonte: Mike Prysner, ex-militare, direttore del Center on Conscience and War e cofondatore di March Forward

SENTENZA DEL PROCESSO PER LE VIOLENZE NEL CARCERE DI IVREA

Sono passati 10 anni dalla lettera di denuncia pubblicata su infoaut.org che consentì l’emersione delle violenze nel carcere di Ivrea. La Procura locale aveva subito provato ad archiviare il tutto, i rallentamenti tecnici hanno portato alla prescrizione delle accuse di violenza e lesioni, ma il quadro che emerge descrive molto efficacemente la violenza strutturale dell’apparato detentivo italiano e una connivenza che va ben oltre quella “di corpo”, endemica nella polizia penitenziaria.

Ne parliamo con l’avvocata Simona Filippi:

RELAZIONI GERMANIA-ISRAELE: REPRESSIONE, CYBER E ARMI

Le scaramuccie attorno al mancato supporto tedesco per la guerra israelo-americana contro l’Iran non devono distrarci dalla solida rete di cooperazione repressiva, cyber e militare-industriale tra Berlino e Tel Aviv… e il recente accordo tra VolksWagen e Rafael ne è solo il fenomeno più visibile:

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