UN FILO DI SETA NERO – In ricordo di Enza Siccardi

Scritto dasu 25 Agosto 2020

Compagna ligure (Imperia, 6 giugno 1943 / Genova, 7 agosto 2020) figlia del comandante partigiano Nino Siccardi (“U Curtu”), da giovane si trasferisce con la famiglia a Genova dove aderisce al PCI; dopo una breve parentesi con le femministe, nel ’68 la restituzione della tessera, gli anni della contestazione giovanile prima dell’incontro folgorante e decisivo con i “luddisti” di Balbiquattro, dove conosce tra gli altri Gianfranco Faina (figura chiave del movimento genovese, tra i fondatori delle BR e poi dalle stesse espulso, prima di contribuire a dar vita ad Azione Rivoluzionaria) che sarà anche padre del suo unico figlio, Vania Siccardi.

Nel 1976 inizia la sua storia carceraria, che si protrarrà fino all’ultimo arresto del 1984, in seguito alle false dichiarazioni di un pentito. Da allora presenza attiva sul territorio genovese, militante anarchica, animatrice della Biblioteca libertaria Francisco Ferrer, alla fine degli anni ’90 prenderà parte al ciclo di lotte contro le nocività (OGM, TAV, nanotecnologie) e in parallelo animerà l’esperienza, tuttora in corso, di Ca’ Favale nell’entroterra di Chiavari.

Un ricordo lungo il filo delle letture (tratte dalla sua autobiografia, “Sarà un filo di seta nero”; dal libro di interviste di Rosella Simone, “Donne oltre le armi”; da un’intervista tratta dal n°42 di Nunatak), e con l’intervento telefonico di Vania e di Francois.

Durata 1h54m


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