Cina. Riconoscimento facciale etnicamente selettivo

Scritto dasu 20 Aprile 2021

Il gigante delle telecomunicazioni cinese Huawei ha testato un proprio software per il riconoscimento facciale che può mandare un segnale di allarme alle autorità quando il sistema rivela i tratti del volto di un membro dell’etnia uigura, originaria della regione autonoma cinese dello Xinjiang.
Appena la notizia si è diffusa, Huawei si è affrettata a smentirla, per non danneggiare la propria immagine. Il core business di Huawei è la telafonia mobile: gli smarphone sono venduti ovunque, anche in Medioriente e Africa dove l’islam è molto diffuso.
Un sistema di riconoscimento facciale pensato per individuare gli uiguri, che sono in prevalenza musulmani, potrebbe rappresentare un potente danno di immagine.
Nello Xinjiang sono milioni gli uiguri perseguitati dal governo, che attua una sorveglianza di massa sulla popolazione. Nella regione le detenzioni arbitrarie sono pratica usuale. Si suppone che oltre un milione di uiguri sia stato rinchiuso in campi di rieducazione.
La Cina, che sotto Hu Jintao era ancora un paese multietnico, le ferree regole, che limitano l’immigrazione interna, erano state allentate, oggi è sempre di più una caserma, dove la libera circolazione è negata ai più.
Xi Jinping ha chiuso le frontiere, messo sotto controllo l’intera popolazione, con lo scopo esplicito di promuovere un ruolo da potenza politica su scala mondiale di un paese, in cui tutte le leve del potere sono in mano all’etnia maggioritaria, quella Han, nel segno di una rinnovata ondata nazionalista.

Ne abbiamo parlato con Robertino Barbieri

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