
Uganda elezioni farsa e repressione nel silenzio generale
lunedì 26 gennaio 2026
Il 17 gennaio Yoweri Museveni ha vinto ufficialmente le elezioni in Uganda con il 71% dei voti ottenendo il suo settimo mandato consecutivo alla tenera età di 81 anni .Le elezioni si sono tenute in un clima di terrore e brogli ,si susseguono le segnalazioni di intimidazioni, arresti e rapimenti di rappresentanti dell’opposizione, candidati, sostenitori,organi di stampa e attori della società civile. Prima delle elezioni, le autorità avevano bloccato internet, sostenendo che l’interruzione fosse intesa a impedire la diffusione di “disinformazione”,almeno 400 sostenitori del leader dell’opposizione Bobi Wine sono stati arrestati . Le squadre delle milizie al servizio del regime sequestrano ed uccidono oppositori mentre la residenza delcandidato dell’opposizione è circondata dall’esercito.
Nonostante questo regime d’oppressione sia l’Unione Africana che le cancellerie occidentali tacciono acquiescenti con il presidente padrone Museveni che garantisce stabilità in una regione estremamente rilevante dal punto di vista strategico e protegge anche i lucrosi affari ed investimenti delle compagnie occidentali e cinesi.
Si registra inoltre un coordinamento nella repressione del dissenso fra il Kenya ,la Tanzania e l’Uganda con la condivisione di intelligence formale e informale per tracciare gli avversari politici oltre i confini , consegne extragiudiziali transfrontaliere che fanno “scomparire” i critici in un solo paese per riapparire nelle prigioni della nazione d’origine, accuse di tradimento dispiegate come armi legali nei procedimenti giudiziari progettati per eliminare l’opposizione, un clima di paura che trascende i confini nazionali, rendendo l’esilio un rifugio fragile.
Un sistema che ricorda il “plan condor” delle dittature sudamericane negli anni 70/80 ,d’altra parte i sistemi repressivi non sono tanto dissimili : in Tanzania dopo le elezioni farsa si parla di migliaia di vittime della repressione delle proteste di piazza ,in Kenya la repressione contro gli studenti e i giovani che protestavano contro il presidenteb Ruto è stata feroce ,e in Uganda il regno di Museveni entra nel quarantesimo anno.
Ne parliamo con un giornalista italiano di cui non possiamo fare il nome per ragioni di sicurezza che si trova in Uganda.









