
No ai treni di guerra!
mercoledì 25 marzo 2026
23-29 marzo settimana contro la logistica di guerra ferroviaria
A Torino
Sabato 28 marzo ore 16
presidio antimilitarista
a Porta Susa
Le ferrovie sono uno strumento per fare la guerra. Anche nelle ferrovie, un fiume di soldi pubblici vengono destinati alla guerra, sottraendoli alla sicurezza dei trasporti ed ai servizi per studenti e lavorator pendolari.
Il 19 novembre 2025 è stato pubblicato dalla Commissione Europea il pacchetto sulla mobilità militare dell’Unione, poi approvato dal Parlamento europeo a larga maggioranza il 17 dicembre successivo.
Un passo ulteriore verso una “Schengen militare”.
Questa misura, insieme alla tabella di marcia per la trasformazione dell’industria della difesa dell’UE sono settori prioritari nel Libro bianco e nella Defence Readiness Roadmap 2030.
Il pacchetto ha come scopo la preparazione delle infrastrutture a dual use entro il 2027; per questo prevede 17,65 miliardi di euro proposti nell’ambito del prossimo bilancio dell’Europa (2028-2034) per la mobilità militare; circa 500 progetti hotspot e investimenti mirati per eliminare i punti di strozzatura lungo i corridoi prioritari e infine strumenti per identificare, potenziare e proteggere le infrastrutture strategiche.
Per quanto riguarda l’Italia, i progetti sono compresi nei 1,74 miliardi (oltre il 50% destinati al trasporto via ferro) previsti dal Connecting Europe Facility nell’ambito dell’Action Plan 2.0 militare europeo. Dopo le stazioni in provincia di Pisa (Tombolo e Pontedera) e di Udine (Palmanova), gli interventi sono concentrati nelle stazioni di Genova e La Spezia. In particolare il finanziamento dell’Unione Europea prevede 28.774.201,50 € erogati a RFI per lo scalo di Genova Sampierdarena- Parco Fuori Muro e 9.274.599,00 € erogati all’Autorità del sistema portuale del Mar Ligure Orientale per lo scalo di La Spezia Marittima.
È interessata anche Milano Smistamento, dove sono in corso lavori per il nuovo terminal intermodale, che potrebbe assumere importanza nei traffici militari, vista la collocazione geografica (asse Reno-Alpi, vicinanza coi valichi).La linea ad alta velocità in costruzione tra Torino e Lyon è indicata come snodo nevralgico di un corridoio militare, che dovrebbe terminare a Kiev.
Dal 23 al 29 marzo l’assemblea Antimilitarista ha lanciato una settimana di informazione e lotta contro la logistica militare ferroviaria.
Ne abbiamo parlato con Tiziano Antonelli del Coordinamento antimilitarista livornese, che lo scorso 12 marzo ha partecipato alle iniziative che hanno rallentato di diverse ore un treno di munizioni diretto a Palmanova
Ascolta la diretta:









