Albania: processi e conflitti al confine dell’Unione Europea

venerdì 13 febbraio 2026

Nelle narrazioni dei media italiani l’Albania appare come un stato solido e come alleato fedele dei governi italiani. Ma cosa sta succedendo al di là dell’Adriatico. Mercoledì 11 febbraio si sono verificati scontri davanti al palazzo governativo di Tirana alla fine di una manifestazione contro gli ultimi scandali sulla corruzione promossa dal partito di opposizione di centro destra. Ma i conflitti e i processi sociali in Albania sembrano essere molto più profondi: la scena politica istituzionale è gestita da due principali partiti che si spartiscono il potere da trent’anni, mente il potere economico è in mano ad un piccolo gruppo definiti oligarchi. In particolare negli ultimi 6 anni un ingente flusso di denaro di provenienza legale e illegale si è riversato nel paese tramite speculazione edilizia e costruzione delle infrastrutture necessarie per la turistificazione in un contesto che vede il paese da un lato candidato all’ingresso in Unione europea e dall’altro un utile spazio deregolamentato ai suoi confini. Questi processi però stanno trovando sempre più una resistenza e la nascita di nodi di conflitto dal basso contro gli espropri forzati, il displacement delle popolazioni, lotte sul lavoro. Nel parliamo con Artan Katsani, urbanista e attivista albanese.

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