Riad brucia, la guerra in Medio Oriente a rischio dell’ennesima escalation

lunedì 21 settembre 2026

«A causa delle tensioni in Medio Oriente, la situazione della sicurezza rimane complessa con la possibilità di un’escalation non prevedibile». Recita così un messaggio di allerta diffuso sabato dal Dipartimento di Stato Usa, e rilanciato dalle ambasciate in Israele, in Arabia Saudita e altre sedi diplomatiche della regione. Nella nota si fa riferimento agli attacchi del gruppo yemenita Ansar Allah contro l’Arabia Saudita, compresi gli aeroporti civili, e avverte che «questo conflitto potrebbe avere una rapida escalation». Il giorno successivo, Donald Trump ha dichiarato di trovarsi in una “fase decisionale” e che sarebbero accadute presto “cose molto importanti” nella guerra tra Usa e Iran. “Le opzioni sono: spazzare via l’Iran, lasciarlo a marcire dal punto di vista economico oppure raggiungere un accordo”, come ha dichiarato a Fox News il presidente USA. Secondo la stessa emittente, il tycoon ha affermato ‘la mia domanda è se e quando farò saltare in aria l’intera nazione?’ e ha poi aggiunto una minaccia agli Ayatollah: “è meglio che si comportino bene”.

Trump si è comunque anche detto disponibile a un incontro con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, dopo che Teheran nei giorni scorsi ha inviato le sue richieste per arrivare alla pace ai mediatori qatarioti.

Abbiamo chiesto a Marco Magnano, giornalista esperto dell’area, di commentare la possibilità di un’ulteriore escalation militare nella regione e di approfondire i vari fronti della guerra, con un focus particolare su Arabia Saudita, Yemen e Siria.

Altro da informazione