Contro l’estrazione di titanio nel parco del beigua

Il parco naturale del Beigua, in provincia di Savona, da decenni è minacciato dal progetto di costruzione di una miniera di titanio, la cui estrazione avrebbe delle gravi conseguenze ambientali (ma non solo) sul luogo. A farne le spese sarebbero in primo luogo la ricca biodiversità che caratterizza la zona, il patrimonio preistorico riconducibile a questo territorio e la salute di coloro che lo abitano.La miniera, infatti, oltre a necessitare di strade ed infrastrutture irreversibilmente impattanti per l’ambiente, estrarrebbe una pericolosa quantità di amianto (presente per il 15% nella roccia) e andrebbe ad inquinare le fonti idriche della zona.

Micro-asce rituali neolitiche provenienti dal Beigua

Come se non bastasse, il materiale grezzo ottenibile è talmente poco che sarebbe necessaria la costruzione di discariche limitrofe dove depositare il resto del materiale estratto, e la stessa frantumazione del titanio verrebbe appaltata all’estero in mancanza di laboratori (estremamente idrovori ed energivori) adatti a tale lavorazione sul suolo italiano.

Cristallo di titanio

Tra varie montagne russe di permessi, blocchi, ricorsi e battaglie legali, attualmente per la Compagnia Europea del Titanio è in gioco l’autorizzazione per operare dei sondaggi preliminari nella zona, da loro dichiarati non impattanti, ma che di fatto sarebbero il primo passo verso la costruzione della miniera vera e propria.

Ancora una volta, i sostenitori del progetto sventolano la bandiera del progresso e dei benefici economici che ricadrebbero su tutta la regione, senza considerare i danni reali che comporterebbe ed ostacolando le forme di opposizione formale esistenti.

Per iniziare a mobilitarsi contro questa mega-opera, è in fase di preparazione una due-giorni di camminata nella zona sulla linea delle edizioni “Imbricchiamoci” a cura del gruppo Fuori Controllo (vedi approfondimento https://radioblackout.org/podcast/imbricchiamoci-un-approfondimento-sullescursionismo-politico-nel-savonese/), in cui si creeranno dei momenti di confronto e di organizzazione su questa situazione. Rimani aggiornato/a seguendo le prossime puntate di Liberation Front.

Per ascoltare l’intervista premi qui:




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