
Il CEO di Cloudflare ci avvisa: tra cinque anni il web sarà un enorme raduno di bot.
https://www.theverge.com/podcast/1000344/cloudflare-matthew-prince-google-zero-ai-web-advertising
Matthew Prince, l’uomo che ha praticamente messo una guardiola davanti a un quinto di tutto internet, è andato a fare due chiacchiere con Nilay Patel su Decoder e ha tirato fuori la palla di cristallo: tra cinque anni, i bot potrebbero generare 1.000 volte il traffico degli esseri umani .
Il punto è che i bot non cliccano sugli annunci. Quindi tutto il modello di business del web basato sulla pubblicità — che va avanti da tipo 30 anni — per loro è carta straccia. Cloudflare, insieme a Coinbase e Stripe, sta riesumando un codice HTTP degli albori, il mitico 402 “Payment Required”, per far pagare agli agenti AI una frazione di centesimo per ogni pagina che leggono.
Poi c’è la parte deliziosa: dal 15 settembre, Cloudflare blocca Google per impostazione predefinita sui siti dei clienti gratuiti, così non può usare i loro contenuti per addestrare le sue AI. Se Google non distingue tra training per l’AI e scansione per il motore di ricerca, “li blocchiamo in toto”, ha detto Prince, con la stessa energia di chi chiude la porta in faccia al vicino che chiede sempre lo zucchero.
\Prince e sua moglie possiedono un piccolo giornale locale nello Utah, e lui prevede che quest’anno guadagnerà più dalle licenze AI che dalla pubblicità digitale. Morale della favola: se volete ancora fare i soldi con il web, forse è il momento di iniziare a far pagare i robot. O di aprire un giornale nello Utah.









