Amianto. Manifestazione all’Inail di Milano

dsc012503Mercoledì 15 maggio. Si è svolta oggi una manifestazione dei lavoratori esposti amianto all’Inail di Milano, accusata di comportarsi come un’assicurazione privata, che fa i controlli e decide sulla base delle proprie perizie chi ha diritto e chi no. Chi ha la cassa decide se e per chi aprire i cordoni.
Con la legge 257 del 1992 l’amianto è stato messo fuorilegge. Per i lavoratori ex esposti amianto a rischio di patologie gravissime la legge prevedeva insieme alla sorveglianza sanitaria gratuita, un risarcimento chiamato “benefici previdenziali” che permetteva loro andare in pensione un po’ prima perché morivano, e continuano a morire, prima degli altri cittadini. La riforma Fornero ha vanificato questa legge. L’INAIL, ente che deve riconoscere e indennizzare le malattie professionali derivanti dall’amianto, ha tutto l’interesse a non farlo agendo in palese conflitto di interessi.
Comportandosi peggio di un’assicurazione privata l’INAIL risparmia sulla pelle dei lavoratori e costringe le vittime dell’amianto a lunghe e dispendiose cause legali. Infatti l’ammontare delle disponibilità liquide parcheggiate nella tesoreria di stato dall`Inail è un tesoretto di 17 miliardi di euro.
I lavoratori, dopo un lungo fronteggiamento con la polizia nell’atrio dell’ente, sono riusciti ad ottenere un incontro con il direttore generale regionale, che si è impegnato alla riammissione di 19 lavoratori esclusi.

Ne abbiamo parlato con Michele Michelino del comitato per la difesa della salute sui posti di lavoro e sul territorio.

Ascolta il suo intervento  
Inail

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