Sgombero dei rom di via Borgoticino

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Domenica 13, alle 18,30 presso la Fai si terrà una assemblea aperta a tutti i solidali con le famiglie sfrattate prima dal campo rom di Lungo Stura Lazio, poi occupanti della caserma di via Asti e giovedì mattina sgomberate dall’occupazione della struttura abbandonata dell’Asl di via Borgo Ticino a Torino.

Tutti gli occupanti, compresi i minori e un neonato, sono stati fotografati dalle forze dell’ordine. Ancora una volta un ragazzo occupante di origine rumena è stato preso dalla polizia e ora si trova al Cie di corso Brunelleschi, ragione per cui lì è indetto un presidio sabato 12 alle 18.

ecco la diretta con un abitante dell’occupazione durante lo sgombero:

diretta con occupante sgombero

 

Venerdì, 11 dicembre al mattino ancora non si sapeva che Catalin, la persona della famiglia occupante che è stato portato via dalle guardie durante lo sgombero, si trovava al Cie. Al proposito della sua condizione abbiamo interpellato l’avvocato Vitale, il quale si è soffermato sul fatto che si sarebbero dovute tutelare comunque le famiglie sgomberate e in questo senso il piano comunale è fallito per gli intenti dichiarati ufficialmente, ma non certo per quelli – elettorali? – che prevedevano il pogrom dei rom torinesi. Quello è perfettamente riuscito, ma di contro è significativo quanto la mobilitazione abbia colpito nel segno: stavolta i rom non si sono adeguati ai diktat istituzionali, la rassegnazione era stata messa da parte e alcune famiglie hanno deciso di occupare, di prendersi quella casa a cui avrebbero diritto, rivendicandola direttamente e la risposta è stata di una ferocia inaudita, perché la paura è che possano fare scuola e l’opinione pubblica forcaiola va blandita, dimostrando che si è risolto brillantemente il problema senza apparente spargimento di sangue.

Unknown

 

 

 

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