Da Torino ad Atene sul filo delle Olimpiadi

Da Torino ad Atene la politica dei grandi eventi lascia buchi pesanti nei bilanci delle città. A dieci anni dalle Olimpiadi invernali torinesi tentiamo un paragone sottolineando i destini simili in termini di debito pubblico, di strutture costruite e poi abbandonate, di rimodellamento del territorio su altri parametri. A Torino le Olimpiadi Invernali e il debito che si portano dietro, hanno consegnato la città ai capitali privati, prime fra tutte le fondazioni bancarie che hanno, ad ora, un peso dirompende nel determinare la direzione delle trasformazioni del tessuto urbano. Ad Atene invece l’investimento di capitali privati per i Giochi Olimpici non ha dato i risultati sperati, preannunciando invece la crisi che l’avrebbe colpita solo quattro anni dopo. Entrambe però, quando le luci sul palcoscenico si sono spente, hanno dovuto fare i conti con il lascito del grande evento che, al di là della retorica edulcorata delle istituzione e dei loro mezzi di informazione, non ha portato altro che problemi.

Ne abbiamo parlato con Monia, antropologa urbana, redattrice di un interessante articolo al riguardo pubblicato su DinamoPress e con Luigi, redattore della trasmissione Macerie su Macerie.

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