Fuori le guardie dalle scuole

Il 22 marzo 2016, durante l’intervallo, due carabinieri in borghese sono entrati dentro il liceo classico Virgilio a Roma per perquisire cinque studenti “sospetti.” Al termine dei controlli sono tutti rilasciati, tranne uno – maggiorenne – che viene arrestato.

Successivamente si è formata un’assemblea straordinaria nel cortile e centinaia di studenti e studentesse sono salite in presidenza per chiedere spiegazioni al dirigente scolastico. L’ufficio di presidenza, però, era chiuso a chiave e presidiato da una decina di carabinieri in divisa, mentre altri pattugliavano l’ingresso.

Nella mattina del 23 marzo, un gruppo di studenti ha manifestato fuori dall’istituto, venendo però bloccato dai reparti della celere dopo circa duecento metri di corteo.

Qualche settimana prima, una dinamica simile si era verificata in alcuni istituti di Bologna. L’8 marzo, ad esempio, in una succursale del liceo Laura Bassi si erano presentati gli agenti della polizia cinofila.

Due giorni dopo, delle ispezioni sono state condotte ai licei Sabin e Manzoni: in quest’ultimo, gli agenti hanno arrestato un 17enne perché aveva con sé della marijuana.

A questi controlli a Bologna sono poi seguite delle reazioni. L’11 marzo, gli studenti del C.a.s. hanno chiuso l’entrata del liceo Laura Bassi con catena, lucchetto e silicone – il tutto accompagnato da uno striscione che recitava: “Fuori gli sbirri dalle scuole / No alla militarizzazione.” Gli Studenti medi autorganizzati, invece, si sono recati nell’ufficio dell’assessore alla legalità Nadia Monti a Palazzo d’Accursio, rivendicando “una scuola libera da intimidazioni e repressione.”

Oltre a Roma e Bologna ci sono state ispezioni e perquisizioni in istituti di Ferrara, Modena, Carate Brianza, Firenze, Pontedera, Ravenna, Palazzolo sull’Oglio, Macerata e Monza.

Il racconto di una studentessa del Liceo Virgilio di Roma

liceo virgilio

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