Un punto sul fronte interno tedesco e la questione dei profughi

Dalle posizioni della cancelliera tedesca Merkel di quest’estate, disponibile all’accoglienza dei profughi siriani e aperta a discutere di quote e ridistribuzione dei rifugiati, la situazione sul fronte interno tedesco è un poco cambiata. E se appena ieri la cancelliera concordava con Renzi sulla linea da tenere rispetto alla questione dei flussi di immigrati, anche se il presidente del Consiglio italiano ha ammesso la presenza di qualche punto di disaccordo, in particolar modo sulle forme di finanziamento del cosiddetto migration compact, sul suolo tedesco si deve fare i conti con tensioni reazionarie all’interno della società che alimentano il peso delle formazioni partitiche dell’estrema destra.

Dopo Capodanno e le aggressioni a Colonia, la solidarietà, soprattutto informale, nella primissima accoglienza delle persone che attraversavano i confini è proseguita, ma non la narrazione sui giornali e nei media nazionali. Su questi gesti è calato il silenzio lasciando presagire l’avvento di un nuovo racconto, più accettabile, visti i tempi che corrono, che mette persino in discussione l’accordo UE-Turchia; non certo perché il regime di Erdogan venga considerato come quello che è, un regime violento e despota che governa attraverso il terrore e la repressione. Il problema, secondo la stampa tedesca, pare essere la natura corruttibile dei turchi che si intascherebbero i soldi senza far poi quello che avevano promesso, ritornando, dopo il buonismo estivo, sul vecchio solco del pregiudizio razzista.

In generale certi sentimenti si respirano un po’ in tutta Europa ma la sensazione in Germania è che le persone siano completamente distanti da ciò che succede nel mondo, lontane dai barconi che affondano nei mari o dalle centinaia di metri di filo spinato che bloccano il movimento di chi scappa da guerre e miseria.

Di questo e di altro abbiamo parlato con Ricke:

Germania

 

 

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