Crisi economica, movimenti di piazza e ruolo delle classi medie salariate – Intervista con “il Lato Cattivo”

occupy-wall-streetLo scoppio della crisi del 2008 e la conseguente fase di recessione economica hanno visto l’emergere di un intenso ciclo di lotte a livello globale: dalle Primavere Arabe ai movimenti di  piazza in Spagna, Stati Uniti, Grecia; dalla Turchia di Piazza Taksim al Brasile, da Euromaidan ad Hong Kong fino al recente movimento contro la Loi Travail in Francia. Nella loro eterogeneità e contraddittorietà, questi sommovimenti mostrano tratti comuni di fondo, identificati dai redattori della rivista “il Lato Cattivo”, ai nostri microfoni, nell’interclassismo e nel ruolo egemone delle classi medie salariate.

Strettamente legato a questo fenomeno si assiste negli ultimi anni ad un riemergere di movimenti riformisti e populisti, che, nelle loro specificità e peculiarità, rappresentano spesso l’unica forma di rappresentanza politico-elettorale per quelle classi lavoratrici e proletarie colpite dalla crisi,  presenti nei sommovimenti di questi anni ma destinate ormai da decenni all’invisibilità politica e sociale.

La faticosa ripresa e la stagnazione economica a livello globale fanno ipotizzare lo scoppio di una crisi ancora più profonda nel futuro prossimo, che porterà a scenari inediti di conflitto fra le classi fondamentali del sistema di produzione capitalistico: “…un immenso work in progress è in atto, […] nessun nodo è stato sciolto e le battaglie decisive sono ancora di là da venire. Collisioni epocali di classi e di Stati si affacciano all’orizzonte” (qui)
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