Ancora rabbia nelle strade di Parigi

Sabato 18 febbraio a place de la République, l’onda che chiede verità e giustizia deborda si è data appuntamento per contestare SOS racisme e le altre associazioni (e sindacati) che cercano di cavalcare la rabbia per placarla. Un metodo di vecchia data, quello dello stato francese: affiancare alla violenza sbirresca le associazioni “buone”, che parlano di mele marce in divisa, di polizia che deve difendere e seguire gli ideali repubblicani, di rispetto per le forze dell’ordine. Le grida ed i fischi hanno sovrastato gli inviti alla calma, un servizio d’ordine nutritissimo guardava spaventato la marea umana. Come si può stare calmi se il poliziotto accusato dello stupro di Théo decide di denunciare lo stesso ragazzo per “resistenza” ?

Due collettivi non invitati al comizio hanno preteso di prendere parola: Collectif urgence notre police assassine ha ricordato che le morti in commissariato non sono l’eccezione ma la regola, la Brigade Anti Négrophobie ha ricordato che la polizia esegue gli ordini di uno stato neocoloniale. Tra la folla decine di collettivi di quartiere ed associazioni in lotta contro il razzismo di stato applaudivano e gridavano “tout le monde déteste la police”.

Poi un corteo spontaneo ha cominciato la marcia dentro la piazza. La militarizzazione totale delle uscite non permetteva di partire in manif sauvage, e allora la rabbia è diventata attacco diretto ai celerini. A fine giornata si contano 13 arresti. Ascolta la diretta: Mattia Parigi

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