Radio Blackout 105.250FM Torino • Dal 1992 One Station Against The Nation • Informazione Indipendente • Musica Non Convenzionale

26 febbraio 2010 – BLACKOUT CARNIVAL PARTY

Venerdì 26 febbraio va in scena il carnevale di Radio Blackout. Venite a ballare tutta la notte liberamente mascherati. A partire dalle 23 dj set con Babaluba e Dottoressa Antonomasia + special guest!
L’appuntamento è quindi in Via cecchi 21/a, Torino. Impossibile mancare!

TORINO 23 FEBBRAIO 2010. OPERAZIONE DI POLIZIA CONTRO L’ANTIRAZZISMO E LA SOLIDARIETÀ

Questa mattina, 23 febbraio 2010, la Digos di Torino, su ordine del PM Padalino, ha effettuato decine di perquisizioni in città e in altre località del Nord Italia. Sei compagni sono stati tratti agli arresti (tre in carcere e tre ai domiciliari) e altre decine hanno visto irrompere all’alba agenti in divisa che hanno portato via computer, telefoni, volantini, e scatoloni di materiale cartaceo. L’accusa alla base di questa mega-operazione di polizia è, come al solito, un reato associativo, che consente così arresti e obblighi cautelari per compagni accusati di nient’altro che del loro …  IMPEGNO ANTIRAZZISTA!

Già, proprio così, perché a leggere gli stessi atti dell’indagine i reati contestati non sono nient’altro che iniziative pubbliche, presidi, azioni di strada e di piazza, volantinaggi, che negli ultimi mesi hanno cercato di rompere il silenzio attorno al dilagante razzismo e delirio sicuritario che sta trasfigurando il volto alle nostre città.

Per chi ancora non se ne fosse accorto, infatti, nelle nostre città incombono campi di concentramento, in cui si rinchiudono uomini e donne il cui unico reato è esser riusciti a fuggire dalle loro terre senza affogare nel Mediterraneo come centinaia di loro fratelli. Ogni giorno rastrellamenti e deportazioni costringono gli abitanti dei quartieri poveri alla clandestinità e, soprattutto, alla rassegnazione, ad accettare condizioni di vita e di lavoro sempre più miserabili. Gli “italiani”, dal canto loro, sembrano non far altro che aggrapparsi ai miseri privilegi che un capitalismo in agonia non ha ancora strappato loro, rincoglioniti dalla propaganda razzista che giorno dopo giorno soffia sul fuoco della guerra tra poveri e della paura.

Questa operazione di polizia non è che l’ennesimo tentativo, questa volta in grande stile, di mettere a tacere chi non si è rassegnato alla paura, chi ha ancora il coraggio di praticare la solidarietà tra sfruttati e di urlarlo, a testa alta, nel silenzio… I capi d’accusa, infatti, non parlano d’altro che di solidarietà, quella che gli indagati sono incolpati di aver dato agli immigrati in lotta, una lotta accanita nei CIE di tutt’Italia e, nello specifico, nel lager di corso Brunelleschi.

Non è un caso, quindi, che nell’ambito di questa indagine, stamattina, la polizia ha fatto irruzione anche nella sede di Radio Black out (105.250 fm), l’unica radio libera dell’etere torinese, dai cui microfoni erano soliti parlare diversi degli antirazzisti arrestati e che, negli ultimi mesi in particolare, si è fatta voce per le tante battaglie che nonostante tutto insidiano la passività torinese, dagli immigrati agli studenti, dai lavoratori ai notav, ecc. Non stupisce dunque il fastidio e la paura dei potenti torinesi e dei loro sgherri, che di fronte ai rumori di battaglia cercano di colpire chi non ha mai fatto segreto di voler soffiare sul fuoco, per alimentare i pochi, sparuti ma orgogliosi, segnali di vita in una città morente …

… NON SARÀ CERTO UN MISERABILE PUBBLICO MINISTERO E LA SUA CRICCA A FERMARE LA SOLIDARIETÀ, L’ANTIRAZZISMO E LA VOGLIA DI DARE BATTAGLIA …

Antirazzisti senza patria

Radio Blackout sotto attacco

Nel pieno della campagna “spegni la censura, accendi blackout!”, ad un mese dalla scadenza prevista del contratto d’affitto con cui Chiamparino cerca di mettere a tacere una storica voce libera e indipendente della città, Radio Blackout subisce questa mattina un nuovo attacco  censorio e intimidatorio.
Con la scusa di un’operazione di polizia inconsistente, volta a criminalizzare l’Assemblea Antirazzista Torinese, che da mesi organizza appuntamenti pubblici di protesta contro l’orrore dei centri di identificazione ed espulsione, la radio viene di fatto sequestrata per più di 6 ore, impedendoci di andare in onda con il nostro consueto palinsesto di quotidiana contro-informazione. Per più di un’ora è stato anche staccato il segnale radio. Messi sotto sequestro apparecchiature informatiche fondamentali per la quotidiana attività della radio.

La nuova “grande operazione”, fatta di 23 perquisizioni, 3 arresti “cautelari” in carcere e altre 3 custodie ai domiciliari  è costruita, ancora una volta, su reati di scarsissima rilevanza penale: insulti, reati contro il patrimonio, resistenza e violenza a pubblico ufficiale e una generica associazione a delinquere. Tre dei colpiti da questi provvedimenti sono nostri redattori. A ordire la trama contro i “nemici pubblici”, il sostituto Pm  Andrea Padalino, già salito agli onori delle cronache per la proposta razzista di rendere obbligatorie le impronte digitali per gli/le immigrati/e.
Radio Blackout non si è mai sottratta dal denunciare pubblicamente con la propria attività informativa le ossessioni xenofobe di questo pubblico ministero. Non ci stupisce che con la dilatata perquisizione mattutina della nostra sede (e con l’operazione tutta) il Pm in odore di carriera cerchi anche una personale vendetta.

L’indagine si sgonfierà presto, il tutto si risolverà ancora una volta in un nulla di fatto. Ma intanto, attraverso la scusa di misure “cautelari”, s’imprigionano e zittiscono le voci scomode. Per parte nostra diamo tutta la nostra solidarietà agli arresati e denunciati. Come mezzo di comunicazione libero e indipendente denunciamo la pretestuosità di un attacco che giudichiamo censorio e intimidatorio. Un attacco che, guarda caso, cade in un momento  particolare della vita di Radio blackout e della stessa città di Torino. Mentre si preparano le elezioni regionali e l’ostensione della sindone, le contraddizioni che attraversano la città e il territorio circostante restano tutte aperte: crisi, disoccupazione,casse integrazione che volgono al termine, l’opposizione popolare all’Alta Velocità, le ribellioni dentro i Cie, il massacro della scuola pubblica. Si cerca insomma  di normalizzare una delle poche voci libere della città.

Ma Radio Blackout non si fa intimidire  e rilancia: la data di scadenza sul tappo continuiamo a non vederla… Spegni la censura, accendi Blackout!

23 febbraio 2010
La redazione di Radio Blackout

27 febbraio – Reggae & Hip Hop night benefit sentenze G8 Genova + Cena

C’hanno messo 8 anni per ribaltare la storia, la nostra storia, riscrivendola a modo loro.
Dopo l’ambigua assoluzione del gran capo bipartisan della polizia, lo stato si vendica e condanna a 100 anni di carcere 11 attivist* facendo leva strumentalmente sul reato di “devastazione e saccheggio” e su un allargato concetto di concorso morale, ignorato nei processi alla forze dell’ordine.
Sono loro che hanno messo a ferro e fuoco Genova.
cariche, pestaggi, violenze, le torture della Bolzaneto , la mattanza della Diaz. Fino all’omicidio di Carlo Giuliani.
E’ una vendetta nei confronti di quel movimento che nel luglio del 2001 espresse radicalità diffusa e rispose in maniera determinata alla sospensione dei diritti perpetrata da PS, CC, GOM e GDF.
Ora è rimasta solo la Cassazione, se il verdetto verrà confermato, per 10 di noi si apriranno le porte del carcere…

Prima dell’inizio della serata alle ore 20 ci sarà una cena il cui ricavato andrà a sostenere le spese processuali degli 11 imputat* di devastazione e saccheggio in merito ai noti fatti del G8 di Genova del 2001. Menù vegetariano e possibiltà di prenotare all’indirizzo email cucinapopolare@csoagabrio.info. Il costo previsto della cena è di 10 euro (bevande incluse).

Dopo la cena a partire dalle ore 23:30 Hip hop & Reggae Night. Per l’occasione saranno allestite due sale: una dub room e una hip hop room. Nella dub room si alterneranno alle selezioni Kumina Beat (trasmissione reggae di Radio Blackout), United Roots SoundSystem (sound system reggae/dub torinese), JahLion (direttamente da RastaReggae Radio, trasmissione reggae di Radio Onda d’Urto).
Nella hip hop rooom microfono aperto e selezioni musicali affidate a DJknd, Bora Dj, Paolino Dj, K-Rif, Mene, Dj Nino.
Sarà inoltre presente la distro di Radio Blackout dove sarà possibile trovare materiale informativo sul G8 di Genova, libri e cd.
Le porte del CSOA Gabrio si apriranno intorno alle ore 23:30 e il ricavato dell’ingresso andrà interamente a sostegno delle spese processuali degli 11 imputat* di devastazione e saccheggio in merito ai noti fatti del G8 di Genova del 2001.


Il C.S.O.A. Gabrio si trova in  via Revello 3, Torino

INCOMPATIBILE A CHI??

Radio Blackout è una radio no profit, autogestita in modo volontario, non gode né di finanziamenti pubblici né privati, vive solo dei propri mezzi, grazie all impegno di chi la radio la fa giorno per giorno.

Da’ voce a tutte le lotte sociali (quelle degli studenti, dei loro genitori e dei professori contro la riforma Gelmini; degli operai, contro il tritacarne della precarietà e dei licenziamenti; dei migranti, con le battaglie contro i CIE e per il rispetto dei diritti dei rifugiati; per l’ambiente, contro il saccheggio della città e delle valli vicine, portato avanti dai palazzinari e dai soliti noti), alle minoranze dimenticate che resistono, alle culture, alle controculture ed alle esperienze di aggregazione giovanile (ma non solo), ostacolate dalle istituzioni e scartate o ignorate da tutti i media tradizionali.

Non ci interessa qui entrare nel merito delle beghe e delle argomentazioni capziose che sono state tirate strumentalmente fuori dal Comune di Torino come leva per allontanare l’incompatibile Radio Blackout dagli spazi di via Cecchi. Riteniamo infatti che non ci sia nulla da aggiungere rispetto alla ricostruzione dei fatti svolta nei documenti pubblici prodotti dalla Redazione della Radio, documenti che su cui noi associazioni, pur avendo ruoli, storie, percorsi differenti da quella di Radio Blackout, concordiamo integralmente per forma e contenuti.
Noi associazioni che da anni ci occupiamo di aggregazione giovanile, di promozione di culture fuori dai percorsi commerciali e consumistici, di percorsi di autogestione ed organizzazione (fine ultimo ed unico questo di un reale lavoro di accompagnamento educativo e sociale), di battaglie contro il razzismo e la xenofobia, di apertura di spazi di incontro fra realtà diverse nel ventre molle della nostra città, associazioni che per di più non ci siamo mai pregiudizialmente o ideologicamente poste contro le istituzioni territoriali in quanto tali, vogliamo esprimere tutta la nostra più incondizionata solidarietà alla Radio, alla sua Redazione ed alla sua battaglia e vogliamo dire che ci sentiamo al loro fianco e lo saremo ancora di più in questo momento.

Chiamiamo tutte le realtà organizzate, i collettivi, le singole individualità critiche e pensanti di questa città, a manifestare nelle forme che riterranno più opportune solidarietà attiva alla Radio, e se lo vorranno a sostenere questo appello contro lo sgombero in guanti bianchi previsto a breve per la stessa, per riaffermare tutti insieme con forza che a Torino, Medaglia d’Oro per la Resistenza, gli incompatibili non saranno mai realtà come Radio Blackout, ma casomai i vari loschi figuri che invocano ogni giorno la militarizzazione della città e instillano terrore, odio razziale e paura, verso i più deboli, i diversi, i poveri e verso quelli che non si adeguano a questo ordine di cose.

ASSOCIAZIONI FIRMATARIE DELL’APPELLO

Rock e i suoi fratelli, Onda urbana, Osservatorio umanista libera-diversa espressione ed azione, Scrape labs, Associazone umanista alice, High voltage records associazione culturale, Bassa frequenza sala prove, Associazione culturale nuovo club uderground, To locals associazione culturale, Cobas confederazione piemonte, Associazione Nuova Realtà,Circolo Arci di cultura Gay Lesbica Bisessuale e Transgender MAURICE, Gruppo Ahimsa de La Comunità per lo Sviluppo Umano, Cantieri di Pace, Associazione OminoOk (Canalese*Noise Records), Associazione Teatrale L’ Interezza non è il mio forte, Ingengneria senza frontiere – Torino

Spegni la censura, accendi Blackout!

Radio Blackout esce allo scoperto.
Spegni la censura, accendi Blackout!

A 2 mesi dal termine burocratico fissato dall’amministrazione comunale per il rilascio dello stabile di via Cecchi 21/a (attuale sede dell’emittente), parte oggi ufficialmente la campagna a sostegno delle libere frequenze “Spegni la censura, accendi Blackout!”

Una partecipata tavola rotonda nell’atrio di Palazzo nuovo per sostenere il diritto della radio di continuare a (r)esistere e denunciare il triste tentativo delle istituzioni cittadine d’imbavagliare una voce scomoda. Una censura fattuale, uno sgombero in guanti bianchi che non si ha neanche il coraggio di chiamare col proprio nome.

Alcune voci note di questa città si sono esposte, mettendoci la faccia e sostenendo la battaglia che Radio Blackout porta allo scoperto in questa città. Non si tratta qui di essere d’accordo con tutto quello che Radio Blackout dice, fa o rappresenta.
La posta in gioco è più ampia di un semplice contratto d’affitto. Si tratta di difendere la stessa libertà d’informazione, il diritto a continuare ad essere una voce fuori dal coro. Queste le posizioni espresse oggi dal sociologo Marco Revelli, il produttore e musicista Max Casacci (Subsonica), il giornalista GianLuca Gobbi (Radio Flash/Popolare Network).

Radio Blackout non accetta nessun bavaglio, non si fa schiacciare in un angolo ed oggi esce allo scoperto. La prima di una serie di iniziative pubbliche di sensibilizzazione e sostegno che non accettano sconfitte, per il diritto, la necessità dell’informazione libera. Seguiranno un’assemblea cittadina e un’iniziativa a sorpresa entro la scadenza prevista del 31 marzo. Chiuderemo la campagna, ai primi d’aprile, con un grande concerto in piazza.

Senza alcun compromesso se non il proseguo concreto e tangibile dell’esperienza di Radio Blackout 105.250 Fm.

La redazione di Radio Blackout