Siria. Corrispondenza con un anarchico delle YPG

Scritto dasu 15 maggio 2018

La Siria è tornata al centro dell’attenzione internazionale per l’infittirsi dei raid israeliani mirati ad obiettivi sensibili nei territori controllati da Assad.
L’asse Stati Uniti Israele, che si era seriamente indebolito durante la presidenza Obama, si è rinforzato dopo la decisione di annullare gli accordi con l’Iran e lo spostamento di grande impatto simbolico dell’ambasciata a Gerusalemme, inaugurata con un massacro sul confine.

Lontano dai media main stream continua la battaglia contro l’Isis. Le milizie YPG e JPG combattono a Deir Zor, ultima roccaforte del Califfato in Siria.
La caduta di Deir Zor rappresenterà la definitiva sconfitta del sogno di Al Baghdadi, ma non chiuderà certo la partita. Anzi.
Trump pare deciso, nonostante il parere avverso dei militari, a presentarsi alle elezioni di mid term di novembre con la carta del ritiro dalla Siria già giocata.
L’alleanza con i curdi siriani delle YPG potrebbe essere agli sgoccioli.
L’esperienza del confederalismo democratico già annientata ad Afrin, potrebbe essere in grave pericolo. La Turchia, d’accordo con la Russia e il governo Assad, pare decisa a marciare su Mambij.
Ne abbiamo parlato con Paolo – Pachino – Andolina che da diversi mesi è tornato in Siria a combattere nel battaglione internazionale dedicato alla memoria dell’anarchico bretone Kendal Breiz.

Ascolta la diretta:

2018 05 15 pachi siria

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