In diretta da Saluzzo a fianco dei lavoratori delle campagne

domenica 26 luglio 2026

Il 12 luglio 2026 blackout si sposta al parco Gullino a Saluzzo, dove è organizzato un presidio di socialità.

Il parco Gullino è luogo di approdo e bivacco dei lavoratori delle campagne, “spazio simbolico che fa esplodere tutte le contraddizioni di un mondo cinico che non sa guardare a se’ stesso con onestà e coraggio, il risultato di scelte politiche ipocrite che determinano esclusione, microcosmo di un’ umanità ridotta a merce da comprare, vendere, buttare”.

La giornata vuole essere un contributo per creare socialità ma anche per mettere in connessione resistenza e lotte in altri luoghi d’Italia, da Borgo Mezzanone a Prato, fino allo sciopero di Meat TO a Torino. Al parco ci sono maliani, burkinabè, congolesi, guineani, lavoratori e lavoratrici che vivono a Saluzzo, bambini e bambine che giocano. 

Dai microfoni, Raccolti (R)esistenti presenta la giornata con traduzione in francese, bambarà (la lingua più parlata al parco) e wolof gambiano: 

 La giornata prosegue tra ritmi africani ed il racconto delle vicende susseguitesi dal 2009 ad oggi, attraverso le parole di un compagno che narra anche l’operato del Comitato Antirazzista Saluzzese, accompagnandoci nei luoghi dove resistenza e solidarietà si sono espressi, costituendo un integrale quadro degli spazi complici e dei corpi politici che hanno attraversato questi anni di lotta. Da tale racconto emerge con chiarezza l’indisposizione sistemica delle istituzioni all’epoca come oggi, alla risoluzione del prisma, incentivando politiche palliative, rivolte alla mera questione abitativa, pretestuosamente guidate dalla spinta del decoro urbano e tralasciando scrupolosamente tutto ciò che concerne la dignità dei lavoratori. 

Un intervento di USB offre una panoramica della situazione lavorativa delle persone migranti in Italia, un invito all’unione d’intenti, perché lavorare in condizioni umane è un diritto da rivendicare, ieri come oggi, indipendentemente dal colore della pelle o della provenienza etnica.

Ascolta qui questo intervento storico di Raccolti (R)esistenti e CUB e l’intervento di USB:

Il racconto dei lavoratori: in questa ultima parte della giornata, diversi lavoratori braccianti prendono parola, tra chi è appena arrivato per la prima volta a Saluzzo e chi invece è qui da più tempo. Le loro voci si uniscono alle denunce della situazione lavorativa e abitativa nel saluzzese, avanzando anche delle proposte di miglioramenti possibili ed esprimendosi sulla necessità di organizzazione. Djaka, che è stato più volte a Saluzzo, dopo il suo intervento suona live alcuni dei suoi pezzi, che parlano di vita, lavoro, significato, speranza e il senso dell’autocritica. Segue un intervento di Potere al Popolo. 

In chiusura un lavoratore di Campagne in lotta ricorda i fratelli caduti sotto l’efferatezza razzista di questo paese, racconta la violenza istituzionale nei confronti dei lavoratori, senza paura di usare la parola schiavitù. Per poi concludere con una poesia di Mohamed Ba, compagno, filosofo, artista che ha dedicato i suoi versi ai fratelli a Saluzzo:

 “[..] la terra è di chi la ama e di chi la fatica 

non del padrone che ne beve il frutto, 

l’unione è la promessa più antica

se ci stringiamo cambieremo tutto”

Ascolta qui questa terza e ultima parte della diretta:

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