un bel pièd a terre. Etnografia sociale della guerra ai poveri

Scritto dasu 3 Luglio 2019

Abbiamo provato a tagliare in varie fette tematiche la gentrificazione nell’Augusta. Da un lato la guerra agli indesiderabili da una città vetrina che allontana ai margini chi è inguardabile (poveri, mendicanti, tossici), dall’altro la costruzione di valore sul “prosciutto”, quella simbolificazione della merce, particolarmente il cibo, che è una delle leve principali attraverso cui si opera lo smantellamento della condizione originaria dei quartieri. Aurora in particolare, con i suoi nuovi palazzi e l’indifendibile Mercato Centrale, è una profonda e dolorosa testimonianza di questo cambiamento, attuato con la forza dei soldi contro la supposta bruttezza disordinata della povertà e, laddove non basta, manu militari.

Mentre il valore degli immobili cresce per gli avidi speculatori e i vecchi abitanti dei quartieri sono messi per strada, sempre più lontani dai “centri” di valore economico. Di mercati, mercato immobiliare, rendering, gastrocrazia urbana, turisticizzazione dei centri urbani, valore simbolico e destini di un futuro privo di aspettative, abbiamo parlato in due dirette, la prima con L., etnografa e sociologa, nostra consulente sul tema delle trasformazioni negli spazi urbani e non, e la seconda con Claudia, ambulante del mercato del libero scambio o “degli stracci”, minacciato di sgombero e trasferimento dal comune. tanti aspetti di una ferita destinata ad aprirsi sempre di più.

qui la diretta con L.

qui l’intervista a Claudia

 


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