Terra bruciata. Corrispondenza dal Cile

venerdì 30 gennaio 2026

La Patagonia cilena brucia, distruggendo le foreste ancestrali dei mapuce, la cui lotta è sotto costante repressione, con un susseguirsi di arresti ed operazioni di polizia di estrema violenza. La regione è ricca di terre rare che suscitano crescenti appetiti.
Emblematico il caso di Julia Chuñil, un’attivista Mapuche di 72 anni scomparsa da oltre un anno.  L’8 novembre 2024 esce di casa in cerca di alcuni animali insieme al suo cane Cholito, su una collina nei pressi di Máfil, Regione de Los Ríos, nel centro-sud del Cile. Da allora di lei non si hanno più notizie.
Julia Chuñil è la Presidente della comunità indigena Putraguel, dove si è distinta per la sua lotta per i Diritti ambientali, in particolare per la protezione di circa 900 ettari di foresta nativa. Proprio la difesa della terra della sua comunità le è valsa numerose minacce e vessazioni, andate avanti per anni.
La polizia ha costruito una montatura contro i figli di Julia, accusandoli della scomparsa della madre. Per ora la montatura non ha funzionato ma è di questi giorni la notizia che la casa di Julia, dove vivono alcuni suoi familiari, è stata distrutta. É l’inizio dello sgombero contro il quale ha lottato per tutta la vita.

Ne abbiamo parlato con Luca, un compagno di Santiago del Cile

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