ENI rinuncia all’esplorazione di gas nelle acque palestinesi

lunedì 30 marzo 2026

Il 22 marzo 2026 il quotidiano economico israeliano Globes ha riportato che ENI non prenderà parte all’esplorazione né all’eventuale sfruttamento dei giacimenti di gas nelle acque palestinesi. Secondo le informazioni emerse, la società italiana sarebbe uscita dal consorzio che comprendeva anche Ratio Energies e Dana Petroleum. La notizia è stata poi confermata ufficialmente da ENI il 24 marzo.

La vicenda affonda le sue radici nell’ottobre 2023, pochi giorni dopo l’inizio dei bombardamenti israeliani su Gaza, quando Israele ha avviato una gara per l’esplorazione e lo sfruttamento di giacimenti di gas nel tratto di mare antistante la Striscia, in un’area considerata appartenente ai palestinesi. Proprio per questo, nel febbraio 2024 diverse organizzazioni per i diritti umani hanno chiesto alle aziende coinvolte di ritirarsi, sostenendo che il progetto viola il diritto internazionale, oltre a rappresentare un’ennesima forma di estrattivismo, colonialismo ed oppressione del popolo palestinese.

Alla mobilitazione ha contribuito una campagna di pressione nazionale e internazionale promossa da ReCommon insieme a numerosi gruppi, collettivi e movimenti.

Ne abbiamo parlato con Eva Pastorelli, campaigner di ReCommon.

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