
NUOVO ANNO SCOLASTICO. CON LE CATTIVE MAESTRE – RAZZISMO ISTITUZIONALE E PRECARIETA’ STRUTTURALE NELLA SCUOLA DI VALDITARA
giovedì 17 settembre 2026
Con il collettivo transfemminista di docenti “Cattive Maestre”, che a pochi giorni dall’inizio del nuovo anno scolastico aveva pubblicato un articolo per DinamoPress intitolato “Disertiamo la scuola di Valditara per una scuola antirazzista” , abbiamo analizzato il modo in cui la scuola stia diventando sempre più terreno ideologico per la promozione della retorica razzista ed islamofoba del governo Meloni. Abbiamo chiesto loro come si palesi la costruzione del nemico esterno nelle scuole e in cosa consista la risoluzione anti-islamizzazione promossa da Futuro Nazionale. Sotto accusa anche le indicazioni ministeriali, nelle quali è presente un riferimento esplicito alla supremazia dell’Occidente.
L’intervento di Cattive Maestre sottolinea anche il sistematico orientamento delle persone di seconda generazione verso l’istruzione tecnica. Questo, unito alla riforma degli istituti tecnici, dimostra l’intersezione tra la riproduzione di logiche razziste e classiste all’interno di tutti i gradi dell’istituzione scolastica.
Abbiamo poi voluto toccare il tema del definanziamento dell’istruzione pubblica e della precarietà ormai strutturale che colpisce il corpo docente e il personale ATA. Per citare alcuni dati, lo scorso anno, nella scuola pubblica italiana ci sono stati 302.000 incarichi a tempo determinato. A inizio settembre di quest’anno si registravano già a circa 212.000 incarichi a tempo determinato. A questo si aggiunge l’assenza di manutenzione degli edifici, il 70% dei quali privi di aria condizionata.
Abbiamo concluso parlando della battaglia per la conquista dei corpi delle giovani donne nelle scuole, che dopo aver visto il ridimensionamento o la proibizione dell’insegnamento dell’educazione sessuo-affettiva, si vedono private ulteriormente della possibilità di autodeterminarsi con proposte di legge come il divieto dell’utilizzo del burka a scuola.
In conclusione, gli abbiamo chiesto, ora che è stata tolta l’educazione sessuo-affettiva, il ministero si sta ergendo a difensore delle libertà, quelle reputate tali dal governo, delle giovani musulmane. Che battaglia si sta svolgendo nelle scuole sui corpi delle giovani donne?









