C’hai le storie?

nascita e sviluppo dell’arresto preventivo

mercoledì 8 luglio 2026

l’arresto preventivo, come tante altre misure repressive, nasce di pari passo alla nascita dello Stato: dall’Italia giolittiana all’ultimo decreto sicurezza passando per il fascismo e la prima repubblica, questo strumento non è mai stato abrogato, ma viene puntualmente tirato fuori a seconda del momento storico e del conflitto sociale in corso.
L’arresto preventivo si fonda su delle categorie di pericolosità fabbricate dalla questura, una griglia in cui gli oppositori politici, sindacalisti e simpatizzanti riempivano una parte, mentre l’altra era occupata da matti, ubriaconi, incontrollabili; e soprattutto a questi ultimi era diretto l’arresto, sia mai venisse qualche colpo di testa durante una grande cerimonia nazionale. D’altronde ai politicizzati era (ed è tuttora) riservato costante il controllo, o l’esilio, o il confino.
Guardando la storia e lo sviluppo di questa ed altre misure repressive capiamo meglio la guerra ai marginali e agli oppositori politici che questo governo sta portando avanti.
Ne parliamo con Dario Stefano Dell’Aquila, autore dell’articolo “le storie di ieri e le vite di oggi. Sovversivi, marginali e arresto preventivo” apparso sul numero 126 della rivista Gli Asini (https://gliasinirivista.org/le-storie-di-ieri-e-le-vite-di-oggi-sovversivi-marginali-e-arresto-preventivo/)

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