
L’attentato suicida è visto in occidente come il gesto di un folle, un invasato o un nichilista. Al contrario esso è un’azione simbolica, militare e sacra allo stesso tempo, ben ponderata e precisa che tende a colpire il nemico da una parte, dall’altra offre un esempio o un dono alle popolazioni oppresse che rivendicano l’attacco. Nella costruzione dell’immaginario e nella capacità di riverbero dell’azione prendono un posto importantissimo i canali di comunicazione. La spettacolarizzazione è un ingrediente fondamentale per la riuscita dell’attentato.
In questo podcast prendiamo in considerazione l’esempio della resistenza palestinese, del suo portato sacrificale e di come il corpo del testimone/martire diventa poi parte organica del territorio da difendere.
Ne parliamo con Edoardo Artigiani autore dell’articolo “sacrificio e terrorismo suicida” (Sacrificio e terrorismo suicida | Dialoghi Mediterranei)









