
Il primo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Andrea
dell’assemblea di lavorator* intercategoriale per la Palestina sul
comunicato di un gruppo di lavoratori di Leonardo Velivoli di Torino. Nel comunicato viene sollevato il disagio che i/le lavorato*, anche di altri stabilimenti, vivono nella fabbrica che è complice del genocidio in Palestina e vengono sottolineate le criticità che devono essere affrontare anche con la parte datoriale con l’obbiettivo di sensibilizzare tutti a prendere posizione.
Il comunicato:
“Basta silenzio: RESTIAMO UMANI!
Ormai da qualche mese un gruppo di lavoratori di Leonardi Velivoli di Torino si ritrova accomunato dal malessere, dall’incredulità, dallo sconcerto e dall’orrore per la violenza subita dalla popolazione civile palestinese, dopo l’ennesimo intervento militare israeliano a Gaza.
Stanno vivendo sulla loro pelle un ulteriore disagio, rappresentato dall’implicita connivenza tra l’industria tecnologica in cui lavorano e una politica globale fattasi sempre più sbilanciata dalla parte israeliana e sempre meno attenta alla vita dei palestinesi.
Hanno quindi deciso che sottoporanno questo testo all’attenzione delle RSU di Sito, allo scopo di sensibilizzare altri lavoratori come loro, allo scopo di fare massa critica, allo scopo di contribuire a rendere più rilevante la forza dei movimenti d’opposizione alla politica di Israele e alle Lobby che lo sostengono.
In più occasioni hanno subito la condanna del mondo civile, manifestatasi anche nella loro realtà lavorativa, talvolta col rischio della loro stessa incolumità!
Hanno ascoltato con attenzione le parole del loro Amministratore Delegato, che si è esposto pubblicamente in alcuni interventi chiarificatori a difesa dei dipendenti e delle politiche aziendali, citando come fondamento la Legge 185 del 1990, legge che affrancherebbe Leonardo da qualsiasi ombra di complicità con la politica criminale di Israele.
Studiando e vagliando le fonti pubblicamente accessibili, hanno appreso che in realtà sono molte le omissioni circa il reale coinvolgimento di Israele nelle strategie industriali Europee, Nazionali e di Leonardo stessa, ed in effetti le possibilità di aggirare le leggi vigenti sono piuttosto consistenti e all’ordine del giorno.
Il 17 novembre scorso il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha adottato il piano americano per Gaza, un piano che non ha fermato il genocidio dei gazauiti e le dinamiche oppressive e colonialiste e nei territori della Cisgiordania.
In questo contesto i gruppi di lavoratori di Torino, Caselle, Nerviano e Grottaglie, vogliono far presenti le seguenti principali criticità:
- totale, immotivato, silenzio sulla questione palestinese all’interno delle sedi di lavoro;
- totale assenza di incontri informativi, assemblee sindacali e iniziative solidali all’interno delle stesse;
- totale omissione della questione etico-morale sulle continue collaborazioni con uno Stato platealmente riconosciuto come criminale dalla Corte internazionale dei diritti umani;
- totale mancanza di informazione (per quanto chiaramente contemplata dai vincoli sul need-to-know) su chi siano gli attori coinvolti all’interno delle forniture dei nostri prodotti e non solo sul destinatario finale;
- netta propensione a convertire tutti i settori strategici ad esclusiva finalità militare, accantonando così la possibilità di convogliare studi e tecnologie verso un ambito civile, proprio in un’epoca dove il nostro pianeta assiste a drammatici cambiamenti ambientali.
Alla luce dei molti documenti pubblici, consultabili online, che riportano gli accordi associativi tra Leonardo e Paesi o soggetti riconosciuti come criminali, c’è un’ulteriore questione, molto importante per gli stessi lavoratori, legata ai rischi sulla loro sicurezza.
Per tali motivi, questi lavoratori chiedono a gran voce che queste criticità vengano affrontate quanto prima, con serietà e autorevolezza attraverso il dialogo, attraverso assemblee indette dalle R.S.U. di Sito, attraverso incontri costruttivi e azioni concrete che possano favorire una reale comprensione reciproca e il superamento delle problematiche in modo efficace e condiviso, promuovendo soluzioni finalmente durature.
La Resistenza è la nostra forza, la Giustizia il nostro obiettivo.
Torino, 13/12/2025 Gruppo Lavoratori Leonardo Velivoli Torino “

Buon ascolto
Il secondo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Flavio, lavoratore per il punto vendita Ikea all’interno del centro commerciale “Grande Cuneo” a Cuneo. Con lui ci siamo fatti raccontare la situazione lavorativa sua e quella dei suoi colleghi, di questo negozio che ha aperto da qualche mese, ma la quale gestione sta già facendo vedere varie criticità. Il punto principale delle rivendicazioni è quello dell’eccessivo carico di lavoro richiesto, così i lavoratori tutti compatti si sono organizzati con USB per proclamare uno sciopero il 23 dicembre, in pieno periodo natalizio. Andiamo a sentire come si è svolto e quali sono le prospettive future in questa attività commerciale di un brand che si è sempre venduto come estremamente attento a lavoratori e lavoratrici ma che non si dimostra così nei fatti.

Buon ascolto
Il terzo argomento della puntata è stato quello della vertenza al ristorante Scintilla di Prato, abbiamo ospitato in collegamento telefonico Elena del SUDD Cobas per approfondire i tanti aspetti usciti fuori da questa vicenda. Infatti a seguito del mancato interessamento da parte dei gestori del ristorante, il sindacato di base ha proclamato un picchetto ad oltranza davanti all’attività commerciale, ma dopo qualche giorno,lo stesso è stato brutalmente aggredito dai proprietari con lanci di bottiglie e altri oggetti. Una vicenda di violenza che non è nuova per lavoratori e sindacalisti del SUDD Cobas, che infatti hanno prontamente reagito con l’arma della solidarietà e le forze giunte al picchetto dopo l’aggressione si sono moltiplicate. A fronte del tam tam mediatico creato da questo episodio e dalla pressione esercitata dal sindacato, il lavoratore ha ottenuto di tornare a lavorare con un contratto e un orario di lavoro decenti, mettendo fine alla normalità di turni da 12 ore per 7 giorni alla settimana. Il tutto si inserisce nella nuova campagna di lotte nel mondo della ristorazione lanciata dal SUDD Cobas “Taste the strike”, perciò le lotte in quel di Prato non si fermeranno a questo buon risultato portato a casa.

Buon ascolto









