Frittura mista / Radio Fabbrica

Puntata del 17/02/2026

mercoledì 18 febbraio 2026

Il primo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Guglielmo Sicobas Roma sullo sciopero nazionale della filiera GLS dove gli operaio. Stanno lottando contro licenziamenti e decreti sicurezza. In un loro comunicato si legge:

“In solidarietà per gli 80 lavoratori autisti di camion licenziati a Roma e lasciati senza un salario da dicembre, dalla notte di ieri (11/02/26) è nuovamente sciopero dei lavoratori Gls su tutta la filiera nazionale del gruppo: ferma la merce nei principali stabilimenti, paralizzati centri hub e magazzini filiali dal nord al sud dell’Italia. Gls (già proprietà poste britanniche) fa parte del colosso finanziario Ep a sua volta parte di un ricco gruppo internazionale proprietario di industrie nei principali settori (energia, grande distribuzione, logistica, trasporti, sport, finanza…) che fattura miliardi di guadagno annui:
usando scuse inaccettabili (tra cui il fallimento di una ditta in appalto -la Protopapa srl – che ha avvertito solo all’ultimo gli autisti interessati e una legislazione carente m a favore delle committenze – ad alimentare lo schiavismo di appalti e subappalti) la nota azienda multinazionale prova a colpire i lavoratori e attaccare il loro sindacato con l’obiettivo di
abbassare il costo del lavoro e aumentare il profitto.
Contro l’arroganza del padrone Gls, il SI Cobas rivendica il reintegro immediato degli 80 lavoratori licenziati, l’internalizzazione contro la precarietà e il rispetto degli accordi sindacali migliorativi del contratto nazionale per forti aumenti di salario adeguati al carovita.
Come organizzazione del movimento operaio, in una fase grave della crisi internazionale di peggioramento della recessione economica e tendenza alla guerra mondiale, rilanciando la lotta per libertà sindacale e forti aumento di salario, resistiamo ai tentativi padronali di togliere ai lavoratori e dare alle grandi aziende: consapevoli che solo con le armi della solidarietà e dell’unità è possibile raggiungere il risultato di difendere l’interesse immediato dei lavoratori per migliorare le condizioni
di vita, quando necessario fermando la produzione e distribuzione delle merci con picchetti di sciopero.
I lavoratori dai cancelli dei loro stabilimenti agitano parole d’ordine
forti e chiare per tutta la classe lavoratrice: ‘il posto di lavoro non si tocca, lo difendiamo con la lotta’.
Significativamente, il riuscito sciopero nazionale in corso per ottenere importanti rivendicazione economiche è anche un’azione politica di denuncia operaia dello sfruttamento e della repressione come ulteriore risposta all’economia di guerra portata avanti da governo e padroni (bassi salari, precarietà, decreti “sicurezza” a finanziare riarmo e militarismo col tentativo di imporre politiche antioperaie e antimmigrati a schiacciare
protesta e dissenso).

IL NEMICO É IN CASA NOSTRA
CHI TOCCA UNO TOCCA TUTTI”

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Il secondo argomento è stato quello del progressivo smantellamento del settore produttivo industriale torinese e nazionale, ne abbiamo parlato al telefono Gianni Mannori responsabile per FIOM CGIL di Mirafiori. Con il nostro ospite abbiamo ripercorso un po’ lo stato in cui versa il settore automotive a Torino e le risposte che il sindacato e la classe operaia hanno provato a dare alle aziende, alla politica e alla città stessa. Infatti ha avuto luogo per 3 giorni, davanti ai cancelli storici della ex FIAT un presidio per comunicare ed informare chi tutt’ora lavora negli stabilimenti Mirafiori, appesi ad un pianificazione a brevissimo termine, peraltro conquistata grazie alle mobilitazioni operai, dello svoglimento di “Innamorati di Torino”. Si è trattato di una manifestazione per richiedere il rilancio industriale ed economico di Torino, che non può basarsi su una sola linea di produzione (quella della 500 ibrida) e che vorrebbe una pianificazione industriale seria e responsabile da parte di istituzioni locali e aziende, che negli ultimi anni, stanno solo smantellando interi settori produttivi, delocalizzando, senza creare un’alternativa a lavoratori e lavoratrici.

Buon ascolto




Il terzo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Antonio Amoroso CUB trasporti sull’ennesima precettazione di uno sciopero a mano del famigerato ministro delle infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini. Con il nostro ospite ci addentreremo nei meccanismi perversi che stanno portando ad un vertiginoso arretramento dei diritti di sciopero nel nostro paese, con la complicità della commissione di garanzia del diritto di sciopero, di fatto usata come braccio armato di un governo che non riesce e non vuole trovare gli strumenti per affrontare le crisi produttive e occupazionali della classe lavoratrice.

Buon ascolto

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