Firenze. La magni*fica occupata… e sgomberata

Scritto dasu 22 Settembre 2020

Un Pride indecoroso, transfemminista, queer ha attraversato le strade della città il 18 settembre. Al termine del corteo è stata occupata una villa abbandonata della USL in pieno centro.
Nasceva la Magni*fica occupata, casa delle donne transfemminista queer.
Questa mattina ce ne ha parlato uno degli occupanti.
Poco dopo è scattato lo sgombero e in due sono riusciti a salire sul tetto.

Ascolta la diretta:

2020 09 22 magnifica

Di seguito il testo di presentazione della Magni*fica, che, siamo certi, al di là dello sgombero odierno continueranno a riempire le strade della città.

UNA CASA DELLE DONNE*

I – IL NOSTRO FEMMINISMO
Il nostro femminismo è transfemminista, antiautoritario, orizzontale e intersezionale.
Prendiamo le distanze da ogni femminismo che escluda le identità trans, che escluda le lotte delle sex workers, che non sia contro ogni autoritarismo, che non si schieri con i corpi non bianchi, che non sia antimilitarista, contro ogni colonialismo e profondamente antifascista.

Il nostro femminismo si riconosce nell’:

II – AUTOGESTIONE NELL’ANTIVIOLENZA
Siamo stanchx di centri antiviolenza che non bastano, che soccombono alla burocrazia, all’avere documenti e residenze o meno, all’avere cittadinanze o meno.
Vogliamo costruire un centro antiviolenza e d’ascolto che possa accogliere tuttx, dove non ci sia la macchina della burocrazia a rallentare e inceppare delle risposte adeguate alla violenza di genere.
Uno spazio dove vengano costruiti strumenti tramite l’autoformazione collettiva, dove maturare pratiche e teorie di autodifesa diretta, di risposta alla violenza e di supporto alle sorelle soffocate dal patriarcato.

III – AUTONOMIA TRANSFEMMINISTA
Decidiamo di prendere uno spazio perché non possiamo attendere un giorno di più di richiedere spazi che non ci vengono dati, e sopratutto vogliamo tenerci la dignità di non chiedere niente a chi ogni giorno si schiera apertamente con chi ci violenta, con chi ci vuole impedire di abortire, con chi ci rinchiuderebbe per la nostra sessualità non normata o per la nostra identità di genere.
Esigiamo uno spazio e ce lo prenderemo, perché non possiamo stare a guardare le lavate di coscienze mentre si stringono alleanze con cattofascisti, antiabortisti, omotransfobici, in tutta la regione.
Esigiamo la libertà e l’autonomia dallo stato e dalle istituzioni, la casa delle donne è uno spazio senza confini, che non riconosce nessuna autorità statale.

IV – LO STUPRATORE E’ IL COLPEVOLE!
La casa delle donne è dalla parte di chi subisce violenza di genere. Contro la violenza di magistrati, giudici e tribunali sui nostri corpi. Non ci servono e non chiediamo leggi punitive, né pene più dure, esigiamo una lotta sistematica alla violenza di genere, la fine dei processi a chi subisce la violenza di genere, perché è sempre la donna a subire il processo e mai lo stupratore. Urliamo la nostra rabbia davanti a ogni sentenza dove è la donna la colpevole del suo stupro, dove è la frocia la colpevole dell’aggressione subita, dove una persona trans muore senza colpevoli.
Se la violenza di genere è strutturale al sistema in cui viviamo, non possiamo non riconoscere quindi la complicità e la violenza dell’apparato giudiziario.
Non consideriamo condannabile attaccare lo stupratore.
Esigiamo la fine della violenza dei tribunali, e della violenza di leggi e ordinamenti sessisti e misogini.
Siamo accanto alle sorelle che denunciano, ma siamo consce dell’arroganza del potere patriarcale nel trasformare chi osa denunciare una violenza nella carnefice o nella colpevole. Vogliamo costruire alternative che funzionino e siano di supporto a chi subisce violenza.

V – AUTODIFESA TRANSFEMMINISTA
L’Autodifesa è una pratica in cui crediamo. Una pratica da non delegare a nessunx. Crediamo in forme di autodifesa organizzate e dirette, che vadano dalla forza singola a collettiva. Siamo solidali e complici di chi si autodifende così come di chi non riesce a farlo. Pratichiamo E costruiamo collettività che siano coscienti della loro potenza organizzativa.
Riteniamo che l’Autodifesa sia una pratica multiforme di resistenza all’Oppressione e alla violenza che sia di genere,sessista, razzista, fascista, machista, abilista ecc..

VI – PRESA DI PAROLA DI DONNE E LGBTQIA+
Esigiamo la fine di maschi etero e cis che parlano a nome di persone lgbtqia+ e donne. Siamo stanchx di un sistema mediatico, giudiziario, medico, statale che parlino a nome nostro, dei nostri bisogni e delle nostre identità. Vogliamo andare oltre leggi sull’omotransfobia, unioni civili. Esigiamo di rompere quella dinamica secondo la quale tutte le persone lgbtqia+ vogliono racchiudersi nelle unioni familiari eterocis, che siano il matrimonio o le relazioni conviventi. Esigiamo che siano le persone lgbtqia+ a parlare dei loro bisogni e delle loro necessità, non esperti né chiunque che come per le donne, siano maschi etero e cisgender.
Siano le froce a parlare per le froce, le donne a parlare per le donne!

VII – SEX WORK
Contro la criminalizzazione dei clienti, un approccio abolizionista che serve solo a togliere la sicurezza allx sex workers, che causa solo più rischio per chi fa lavoro sessuale.
Siamo contro la tratta, ma anche contro ogni discorso che vede paragonare la tratta al sex work. Ci schieriamo senza ma contro la tratta e i suoi complici, ma ci schieriamo anche dalla parte dell’autodeterminazione del sex work. Esigiamo diritti e libertà per le sex workers, esigiamo che siano loro a prendere parola riguardo ai loro bisogni, e nessun altrx.

VIII – SALUTE DELLE DONNE, DELLE INDIVIDUE LGBTQIA+
La nostra casa sarà la base di una lotta per la salute delle donne e delle persone lgbtqia+.
Esigiamo accesso totale e gratuito all’aborto, ai test per le mts, alla transizione.
Esigiamo la fine della medicalizzazione forzata per i corpi trans, la libertà di autodeterminare la nostra identità, di uscire dal binarismo medico.
Esigiamo anticoncezionali gratis per tuttu tette e tutte, consultorie libere da cattofascisti e obiettori infami. Non ne possiamo più di medici omotransfobici, cattolici, antiabortisti, misogini, che sfruttano la loro professione per propaganda sessista, misogina, omotransfobica.
Esigiamo la fine delle farmacie obiettrici.
Esigiamo la fine della violenza ostetrica.
Esigiamo salute per tuttx noi, un accesso libero a essa al di là di documenti e cittadinanza.

IX – SALUTE SESSUALE
Esigiamo salute sessuale per tuttx, che parta dalle scuole, con corsi di salute sessuale ed educazione al consenso capillari, e non guidati da moralisti e bigotti.
Test gratuiti e anonimi per tutte le mts, e sopratutto test anonimi e gratuiti per tuttx lx minorennx.
Esigiamo percorsi di educazione al genere nelle scuole, non ore di religione.
Lottiamo contro la sierofobia e la criminalizzazione  che subiscono le persone sieropositive.
Costruiamo una società conscia del consenso, della salute sessuale.

X – UNA CASA PER TUTTE
Non si può praticare transfemminismo senza una casa. Casa per tutte non significa chiedere al potere di dare delle briciole, ma esigere con ogni pratica, una casa per tuttx, perché nessunx rimanga senza, combattiamo contro sfratti e sgomberi, a favore di chi si prende una casa in modo diretto occupando una di tutte le migliaia vuote che esistono. Basta froce e donne senza casa, casa per tuttx subito.

XI – RAZZISMO
Vediamo nel razzismo una delle stesse matrici dell’Oppressione che colpisce anche donne e lgbtqia+. Crediamo nel prendere coscienza del privilegio bianco per poterlo de-Costruire. Siamo consci della mentalità, di retaggi razzisti e colonialisti di cui siamo pregnx essendo cresciutx in questa società. Riteniamo quindi doverosa una pratica di decostruzione e abbattimento del razzismo che permea Le nostre esistenze, per poi combattere quello sociale.
Sosteniamo la necessità della presa di parola delle persone non bianche. Ci schieriamo dalla parte dei corpi non bianchi, migranti, razializzati. Ci schieriamo contro ogni confine e la violenza che creano, solidalx alle lotte dellx migranti, che siano in città, in frontiera o dentro i lager di stato. Il nostro femminismo vuole decolonizzarsi,i nostri corpi vogliono abbattere il razzismo.

XII – RIAPPROPRIAZIONE STORICA E CULTURALE E RIELABORAZIONE ED INFORMAZIONE
Se è vero che la storia la scrivono i vincitori, noi – come individualità storicamente oppresse – sentiamo la necessità di rileggere la narrazione degli eventi e riappropriarci della storia delle lotte femministe e transfemministe che ci hanno preceduto. Pretendiamo accessibilità ad una cultura antagonista e ad un’informazione libera, che si opponga alla voracità delle narrazioni colonialiste e maschiliste, che dia voce allx invisibili e che si basi sull’autodeterminazione di questx.
Per creare ciò abbiamo bisogno di un laboratorio politico di confronto, approfondimento e crescita collettiva indipendente ed autonomo dalle istituzioni statali, che sia luogo di creazione e diffusione di informazione libera, scevra dalle storpiature della lettura patriarcale e svincolata dalle logiche di profitto che guidano ormai la maggior parte di giornali e giornalistx, alla costante ricerca di narrazioni scandalistiche e distorte che facciano vendere qualche copia in più.”


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