
LA CONTINUA ESCALATION ISRAELIANA IN CISGIORDANIA
martedì 13 gennaio 2026
Nonostante il cessate il fuoco, come potevamo immaginare, la violenza in Palestina non si è mai fermata. Sappiamo che questa è la realtà di chi vive lì da ben prima dei fatti del 7 ottobre, ci troviamo però in una fase in cui sembra esserci una escalation.
L’obiettivo, ormai dichiarato, di Israele è quello di guadagnare sempre più territorio, fagocitando le terre palestinesi, sia a Gaza che nella Cisgiordania occupata. Il livello dell’attenzione si sta progressivamente abbassando, complice anche la situazione internazionale complicata ulteriormente dalle azioni degli USA in Venezuela e le minacce portate avanti dagli stessi verso paesi nella regione e, per ultima, la Groenlandia.
Ormai in Cisgiordania le incursioni violente non si limitano soltanto ai coloni, con l’esercito in prima linea in azioni violente come quella condotta il 6 gennaio all’Università di Birzeit, luogo che fino ad allora era stato considerato intoccabile. Questo dimostra come Israele abbia la volontà di aggredire le persone nella loro quotidianità, in questo caso nell’ambito dell’educazione.
Il governo israeliano, a tal proposito, continua a spingere per gli allargamenti, puntando alla costruzione di nuove colonie. L’ultimo passo è l’approvazione di un piano che consentirà ai coloni di tornare a Sanour, evacuata nel 2005 dall’allora primo ministro Sharon. L’entrata in vigore di questo piano è programmata entro due mesi.
Ne parliamo con una compagna dalla Cisgiordania occupata.









