Francia: aggiornamenti dopo il 24 ottobre e alcune considerazioni sul movimento che si allarga e continua a paralizzare il paese

sabato 24 ottobre 2026

Sabato 24 ottobre la Francia è tornata in piazza per il secondo atto della mobilitazione contro il carovita, una settimana dopo la giornata del 17. Il Ministero dell’Interno parla di 410.000 manifestanti, 110.000 dei quali a Parigi, mentre per la CGT ed il movimento erano 800.000. In entrambi i casi, i numeri sono gli stessi dell’Atto I e confermano la forza di un movimento sociale nato nelle scuole a settembre e poi allargato a gilets jaunes, lavoratori e giovani dei quartieri popolari. La risposta dello Stato è stata un dispositivo di polizia senza precedenti: migliaia di fermi ed arresti, cariche e scontri un po’ dappertutto in Francia, mentre si registrano feriti gravi a Tolosa e Clermont-Ferrand. Con la speranza di spaventare i giovani e dissuaderli dallo scendere in piazza, la polizia ed i tribunali si sono accaniti in particolar modo contro chi viene dai quartieri popolari, moltiplicando i processi per direttissima, applicando pene detentive completamente sproporzionate e dando spesso per scontata la versione della polizia, senza nemmeno permettere agli imputati una difesa legale all’altezza del processo.

Se i giovani sono il bersaglio fisico della polizia e giudiziario dei tribunali, dal punto di vista della politica parlamentare, il governo Lecornu ha invece scelto La France Insoumise come bersaglio politico. La accusa di “destabilizzare” il paese e di voler “inquinare” le presidenziali, e intima a tutti di “scegliere il proprio campo”. Mélenchon era nel corteo parigino e attacca la gestione dell’ordine pubblico, mentre i sindaci della France Insoumise mettono il partito a disposizione delle rivendicazioni di piazza. Nel frattempo, il movimento continua ad auto-organizzarsi e lancia un Atto III per questo sabato, mentre la CGT ed i sindacati confederali entrano in lizza ufficialmente e chiamano ad uno sciopero “generale e generalizzato” per il 5 novembre.

Ne abbiamo parlato con FX, un compagno francese, ed Irene, una compagna che vive a Parigi.

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