L’elenco telefonico degli uragani

Gamergate e altre storie dal mondo del gaming online

giovedì 5 marzo 2026

In questa puntata mixiamo della latincore con una buona dose di distopia digitale, esplorando i legami tra l’estrema destra, le piattaforme di gaming online e la manosfera.

Per farlo, leggiamo alcuni articoli e i vostri messaggi sull’argomento e andiamo a vedere il primo esperimento, risalente al 2014, di manipolazione delle comunità online da parte dell’alt right statunitense, il Gamer Gate. Iniziò come una campagna di molestie contro una sviluppatrice di videogiochi, Zoe Quinn, accusata dal suo ex fidanzato di aver avuto rapporti intimi con giornalisti in cambio di recensioni positive sui suoi giochi. Quinn aveva realizzato un gioco chiamato “Depression Quest”. Il gioco era gratuito e ha avuto un buon riscontro, ma è diventato un bersaglio per gli utenti di 4chan e migliaia di persone della comunità online del gaming.
Il fatto che la sviluppatrice fosse una donna (in seguito Quinn si definì non binaria), che la protagonista del videogioco fosse una donna e che l’argomento fosse la depressione risultò una combinazione particolarmente irritante per i maschi geek e gli incel. Le molestie ai danni di Zoe Quinn furono una campagna semi-coordinata che risultò in livelli di odio mai visti prima, soprattutto nella più ristretta comunità videoludica dell’epoca. Già aveva visto pubblicato dall’ex fidanzato materiale intimo che le apparteneva risalente a quando lx due stavano insieme, ma in più veniva costantemente doxata e minacciata di violenza, anche da perfetti sconociuti e veniva stalkerata da un gruppo online che cercava di convincerla a suicidarsi. Anche altre figure femminili associate al mondo del gaming furono prese di mira. Un’altra sviluppatrice di videogiochi, Brianna Wu, fu doxata dopo aver fatto una battuta sul Gamergate. L’attrice Felicia Day fu doxata e minacciata dopo aver scritto del suo senso di estraneità dalla comunità videoludica a causa del Gamergate.

Dal minuto 43, con Matteo Lupetti, fumettista indipendente, membro del collettivo Warpo, chesi occupa di critica di arte e scrive di arte digitale e videogiochi su Il Manifesto e alcune testate estere e ha da poco pubblicato il suo primo libro è “UDO. Guida ai videogiochi nell’Antropocene”, parliamo di Gamer Gate e dell’intersezione tra la comunità online del gaming, l’estrema destra e la manosfera.

Citati nella puntata:

Festival indipendente itinerante sui videogiochi – Zona Warpa

Articolo di Franco Bifo Berardi sull’AI – Il Disertore

Articolo sull’alt right statunitense e Nick Fuentes – Il Manifesto

Woke e anti-woke: un’analisi su gaming e intrattenimento – Spacenerd

Kriegsspiel, Wargame, Homo Ludens e Little Wars… – Il Manifesto

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