Bologna. La marea sale ancora

Non era scontato. Non era affatto scontato che, dopo l’imponente manifestazione femminista del 26 novembre e la grande assemblea del giorno successivo, il nuovo appuntamento della rete “non una di meno” lanciato per il 5 e il 6 febbraio a Bologna fosse colto da tanta gente. Invece la marea continua a salire: 1500 persone hanno partecipato agli otto tavoli di lavoro e alla plenaria conclusiva nei locali della facoltà di giurisprudenza del capoluogo emiliano. Tanti i luoghi, gli accenti, le storie, le vite, i percorsi politici e sociali che si sono intersecati in due giorni di confronto, quasi sempre pacato, mai semplice.

 

La mera intersezione dei linguaggi, mostra la trama sottesa delle tele intessute da ciascun*, o la semplice ma urgente tensione a condividere i vissuti, a cercare di dare parola politica a quanto viene relegato ai margini, rinchiuso nel privato. Privato in tutta la profonda ambiguità di un termine che è gabbia normativa e segno di sottrazione ad una sfera pubblica ancora declinata al maschile, universale, bianco, eterosessuale.

Anche nei luoghi di “movimento”. Un’inchiesta realizzata a Roma all’interno di alcuni posti autogestiti ha rivelato che un terzo delle donne che hanno risposto al questionario anonimo proposto dalle compagne, ha dichiarato di aver subito violenze e molestie nei luoghi di movimento. Secondo le statistiche su scala nazionale la percentuale è identica. Un dato che già a Bologna ha dato impulso alla dibattito nel tavolo sul sessismo nei movimenti.

Ci vorrà ancora molta strada, perché dalla narrazione del vissuto emerga e trovi il proprio spazio il discorso politico, pubblico.

 

L’obiettivo dichiarato della due giorni era la prosecuzione di un dibattito che porti alla scrittura di un piano femminista contro la violenza e la definizione degli obiettivi locali dello sciopero globale delle donne mercoledì 8 marzo.

 

Otto i tavoli di lavoro:

piano legislativo e giuridico

lavoro e welfare

educazione alle differenze

femminismo migrante

sessismo nei movimenti

salute sessuale e riproduttiva

narrazione della violenza attraverso i media

percorsi di fuoriuscita dalla violenza

 

Presto sui siti saranno disponibili i report e le conclusioni presentate nel catino bollente della plenaria finale.

 

Con Chiara di Non una di meno di Torino abbiamo offrire un primo report dai tavoli e qualche riflessione sulle prospettive di un movimento in crescita, ancora aurorale, che si trova in bilico tra la ricerca dell’interlocuzione istituzionale e la tensione a costruire autogestione e conflitto fuori dalle gabbie normative imposte dallo Stato, fuori dalle relazioni di sfruttamento cui ci costringe la società di classe.

 

Il prossimo appuntamento di lotta sarà nelle piazze l’8 marzo, per una giornata che con radicalità sappia rendere vero lo slogan “se le nostre vite non valgono,noi blocchiamo tutto.

 

Torino – in corso Brescia 14 – questa sera alle 20 assemblea di Non una di meno Torino

 

Ascolta la diretta con Chiara:

 

2017 02 07 chiara bo fem

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